Discussione Mese di Gennaio


           


193.204.179.27
venerd 31 gennaio 2003
08.39
Sei un campione in ragioneria, Filo, ma se la cosa ti pu consolare questa non una situazione odierna, anzi sono stati i motivi per cui verso la met degli anni '80 il mio gruppo ha preferito sciogliersi ed ognuno per la sua strada. Fu il nostro commercialista a metterci sull'avviso, perch a noi bastava suonare, rilasciare fattura e mettere tutto nelle sue mani...fino a quando, conti alla mano, lui non ci dimostr che alla fine dell'anno, fatti i dovuti calcoli, conguagli, versamenti et similia, a noi restava si e no il 15% (avete letto bene, il quindici percento) del fatturato. Il che significava che su 1.000.000 di lire dovevamo dividerci 150.000 lire in cinque, ovvero 30.000 a testa! Ben dice Giorgio quando asserisce che il nero non una libera scelta truffaldina del musicista, ma il risultato di normative cieche e gestori sordi. E facile fare lobby protezionistiche a livello di grandi artisti, anche se ti spolpano l85% su 100 milioni te ne rimangono sempre 15, ma nessuno pensa ai tanti diplomati in musica che sanno fare solo quello (e ci hanno smazzato per almeno 7 anni) e che il loro destino, a parte qualche fortunato, quello di diventare o docenti di musica (un terno al lotto con la scarsit dei posti) oppure cambiare mestiere e raccattare qu e l qualche serata, tanto per arrotondare e non appendere lo strumento al chiodo! Senza contare che finquando avremo lordinamento scolastico attuale, il diplomato in musica o prende un altro diploma o laurea (se vuole fare carriera in altri settori) oppure si ritrova un titolo di terza media che oggi come oggi te lo richiedono pure se vuoi fare il raccattapalle in un centro sportivo per anziani! Ho volutamente parlato dei diplomati perch si suppone che il loro naturale sbocco lavorativo sia quello di suonare, come un diplomato in ragioneria logicamente aspira a fare il ragioniere ed il diplomato geometra a fare il geometra e non l'infermiere! Non ho ficcato in mezzo tutta la schiera di autodidatti, appassionati, hobbysti e dilettanti che fanno o vorrebbero fare musica, per non metter ancora carne sul fuoco... ma ci non significa ignorarli e/o dimenticarli... anzi! Lho detto e lo ripeto: in altre nazioni il termine suonare si traduce giocare ma il gioco ed il giocatore hanno ben altro rispetto; da noi si dice suonare ma il concetto generale che invece si perda tempo (a giocare a fare i pagliacci)! Ciao Saverio.

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151.26.176.127
gioved 30 gennaio 2003
19.17
Pensierino: oggi mi ha telefonato l'impresario proponendomi una serata. Siamo un trio, ma lui per questo locale vuole un quartetto. Niente di pi facile, ci capita spesso quindi siamo organizzati anche per questo. La cifra? Ben 413,00 che vi garantisco, dalle nostre parti (costa adriatica) sono una cifra media. Beh a questo punto, ho deciso, dopo anni di musica ed una bocciatura durante il diploma di ragioneria di fare i miei conticini: ai 413 ci sono subito da togliere: 41 per l'impresario, 40 per una bibita ed una pizza per 4, 80 per il quarto musicista, 15 di spese di trasporto (siamo vicini), 12 di ammortamento spese commercialista (2.000.000 all'anno diviso 80 serate). Rimangono 225. I contributi da versare sul totale fattura (413) sono: enpals 32.7% (135.05), inps 2.5% (10.33), inail 2.9% (11.98). rimangono quindi 67,64 sui quali ipotizzo una aliquota irpef del 18.5% (12.51). Detto tutto rimangono 55,13 da dividere in tre persone. (18,38 a testa). Senza contare spese di abbigliamento, possibili guasti all'auto, manifesti, bollo, assicurazione ecc. queste tre persone partono da casa alle 18.00 del pomeriggio per tornavi alle 04.00 di notte. 10 ore di lavoro. Percepiscono quindi 1,838 all'ora. Scusatemi ma mi viene un dubbio. Hanno fatto bene a bocciarmi in ragioneria? Filo

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193.204.179.27
gioved 30 gennaio 2003
13.37
Ciao Livio, ho letto con attenzione il tuo messaggio, ma quando parli di doppiolavoristi e dilettanti intendi la stessa cosa o due cose diverse? Perch se son cose diverse qualcuno dovr spiegare ai dilettanti (che sicuramente hanno un'altro lavoro) perch loro sono obbligati a suonare gratis mentre i doppiolavoristi possono invece guadagnare qualche soldino! Se invece sono la stessa cosa e dovrebbero andare tutti a gratis allora cadi in contraddizione col fatto che tu stesso operando in un altro settore lavorativo (quindi un altro lavoro) non potresti pi suonare a pagamento. Il guaio che scagli la prima pietra chi non a conoscenza di quella schiera di impiegati vari (pubblici e non) che usciti dall'ufficio regolare se ne infilano in un altro (a nero)! A meno che di una soffiata o di una perquisizione delle forze dell'ordine sar un po' difficile scovarli, mentre noi musicisti, appena mettiamo fuori il naso dalla porta gi ci vedono caricare gli strumenti, e sanno tutti che stai per andare a suonare, e quando suoni in genere lo si fa in un luogo pubblico dove tutti ti vedono e sanno, compresi gli ispettori SIAE pronti a beccarti in castagna se non sei in regola! Questa la beffa in un dramma. E poi, a parte coloro che lavorano in pianta stabile, o i grossi nomi che con una serata, o con una serie di concerti si possono sistemare per tutta la vita (andate a leggervi le decine e decine di milioni che piovono da tutte le parti per una sola prestazione), a parte questi tutti gli altri di musica non campano, e Giorgio, facendo un po' di conti lo ha dimostrato ampiamente, per cui, non parlo per me che ho ragginuto i 55 anni e per cui sento la necessit di suonare pi per passione che per denaro, c una schiera di bravi musicisti che farebbero carte false per suonare sempre ma che devono accontentarsi di barcamenarsi tra un lavoro fisso a 1000 Eu al mese e qualche serata qu e l. Per qunto riguarda i playbackisti purtroppo tutto vero! Ma siamo alle solite: chi troppo vuole nulla stringe! Lo stato per anni ha premuto sullacceleratore dei contributi, tasse ecc. ecc. spremendo come limoni anche quei settori che al contrario dovevano essere aiutati. Uno di questi la musica dove tra ENPALS, SIAE, imposta spettacolo ed ammennicoli vari, alla fine al piccolo gestore onesto rimane ben poco da dare ai musicisti. Senza contare che un ottimo manipolatore di CD suona molto meglio di una band di almeno sei/sette elementi (basso, batteria, chitarra, tastiera, due fiati e voce) che sar pure pi naturale, viva ed emozionalmente pi accettabile, ma costa pure dieci volte di pi, sia come persone che come apparato tecnologico-strumentale. Ed allora se ognuno di noi fosse un gestore (e non un mecenate-benefattore) chi metterebbe nel propio locale? Senza contare che se il locale munito di impianto proprio e consolle, una volta ammortizzata questa spesa (che si pu scaricare) pagherebbe solo IL FASTIDIO di infilare dei CD precompilati a qualcuno che si accontenta di 50.000 lire a sera. Ed oggi i locali che fanno soldi a palate sono proprio le grandi discoteche da migliaia di posti dove un solo bravo DJ gestisce una caterva di CD su un impianto sfondaorecchi per qualche ora. Mentre i musicisti che si fanno il mazzo per studiare e suonare devono accontentarsi di rassegne jazz, feste paesane, matrimoni e qualche sporadico veglione...! Questi sono i fatti... checch se ne dica! Ciao a tutti Saverio.

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151.26.153.28
gioved 30 gennaio 2003
11.12
Per Livio: vorrei tranquillizzarti su una cosa...i contributi che tu hai versato in pi non andranno sulla pensione di chi ha lavorato in nero e quindi non avr raggiunto i 120 contributi annui minimi nell'arco di 20 anni previsti per ottenere il minimo. Semmai andranno a rimpinguare le pensioni (e gli stipendi) d'oro dei dirigenti enpals che fanno in modo da tenere in vita un meccanismo cos macchinoso perch a loro conveniente.Inoltre il "nero" spesso generato non da una volont di evasione del musicista, ma dal fatto che i contributi il datore di lavoro non li vuole pagare e quindi scarica questo onere sul musicista (tramite cooperative e associazioni) lasciando inalterato il cachet, a volte per malafede ma a volte perch un piccolo locale fa gi fatica a sostenere i costi di un gruppo. E' chiaro che se lavori in una orchestra che fa 200 date all'anno hai una redditivit superiore (e quindi maggior capacit contributiva) rispetto a chi lavora nei clubs (suonando jazz, rock o altro) e solo occasionalmente va in tour con qualche nome dello spettacolo. Sull'idea dei 120 contributi obbligatori per i professionisti non sono assolutamente d'accordo. Tale meccanismo stato studiato per i lavoratori autonomi laddove prevista un'alta redditivit (commercianti, agenti di commercio, ecc...) Anche in questo caso il meccanismo ingiusto (iniziare un'attivit con 2000 euro di passivo annuo non piace a nessuno, soprattutto a coloro che hanno pochi capitali da investire) ma tale sistema non pu e non deve essere applicato a chi svolge un lavoro dalla bassa redditivit (molti musicisti lavorano 3 mesi per guadagnare 2000 euro), che non ha n tutela n considerazione da parte delle forze politiche, la cui componente artistica e culturale totalmente ignorata ai fini di agevolazioni fiscali e contributive.Un tale meccanismo andrebbe ad avvantaggiare solo il dopolavorista che si fa le sue 20 date all'anno e che non avrebbe nessun onere, mentre il professionista che non lavora in una orchestra stabile, gi costretto a procurarsi il lavoro da solo con oneri e costi difficili da sostenere, solo perch ha scelto un genere musicale difficile da proporre e da vendere, per arrivare a fare le sue 100 scarse serate all'anno a 120 euro LORDI, partirebbe gi con un passivo disincentivante e penalizzante a fronte di una richiesta di lavoro praticamente inesistente. Sarebbe meglio un meccanismo in cui il musicista lavori con partita IVA ma nell'ambito di un meccanismo fiscale agevolato pagando una percentuale EQUA (e non l'attuale 32% sul LORDO....ma ti rendi conto) al fondo pensioni dell'Enpals e solo sul lavoro effettivamente svolto. (GIORGIO)

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151.38.247.142
mercoled 29 gennaio 2003
23.22
Per saverio, approvo il tuo pensiero su tutta la linea ora io oltre ad essere un musicista ho una ditta e opero nel campo dei computer sotto il profilo contributivo sono un artigiano e pago circa 4.000.000 delle vecchie lire all'anno qualunque sia la quantit di lavoro svolto e l'importo incassato in quell'anno. Si potrebbe pensare di basare il regime contributivo della nostra categoria su un modello simile: ogni professionista paga i suoi 120 contributi annui qualunque sia il numero delle serate effettuate; chi lo fa di lavoro ne sarebbe indubbiamente avvantaggiato, e si incoraggerebbe chi lo fa per semi professionismo e i doppiolavoristi a fare una scelta chiara. bisogneebbe tutelare chi lo fa per diletto consentendogli di esibirsi solo in ambito di totale gratuita della manifestazione e vietando a questi di suonare in qualsiasi locale dove circola denaro sotto forma di biglietto d'ingresso, consumazioni o simili; la mia solo un'idea che pu servire da spunto per una riflessione sul modo in cui poter organizzare la nostra professione ciao LIVIO

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192.92.126.166
mercoled 29 gennaio 2003
22.04
Come mai in molti "ce l'hanno" con chi fa finta di suonare? Basta guardare la TV e constatare che il 99,9% di chi suona o canta va in playback. Se si fa una legge per la quale non si pu pi far finta di suonare davanti al pubblico, allora finito anche l'intrattenimento musicale in TV! Perch vi arrabbiate coi brocchi che usano la tecnologia e NON vi arrabbiate con le vere star che fingono? Ciao Daniele.

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151.26.181.255
mercoled 29 gennaio 2003
21.04
Ciao colleghi. E' da diversi mesi che non frequento pi il muro ma i problemi mi sembra siano rimasti gli stessi!!! Posso sapere una cosa? C' nessuno di voi che ha optato per l'apertura di una associazione professionale artistica, con tanto di commercialista, contributi ed oneri vari? Con questa soluzione, io ed il mio gruppo ci siamo garantiti la "pulizia" ad un costo annuo tutto sommato accettabile. Filo

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193.204.179.27
mercoled 29 gennaio 2003
12.56
Per Livio. In teoria hai ragione, e se il certificato serve a scovare i furbi che ben venga, ma senza dover finire alla neuro per averlo. Quando avevo la band di sei elementi (si suonavano i Chicago e i Creadence Clearwater Revival) eravamo in regola perch l'agibilit ce l'avevamo per periodi temporali e NON PER UNA SOLA SERATA. E' qui che io mi incazzo!!! E fino a poco tempo fa anche i single la potevano richiedere autonomamente: ora non pi! Per il resto io mi domando: se mi alzo la mattina e decido di fare l'idraulico mi apro la partita IVA, mi metto in regola con l'artigianato, mi copro di assicurazione, mi faccio rilasciare tutti i moduli e certificati che la legge prevede ed impone per la sicurezza, salute, conformit e chi pi ne ha pi ne metta... mi va tutto bene... e poi vado a lavorare quando mi chiamano dove necessario il mio intervento. Mi assumo ogni responsabilit, emetto fattura su cui pagare tasse e contributi e quant'altro e vado avanti, come migliaia di altri lavoratori autonomi individuali! Te lo immagni tu una schiera di meccanici, idraulici, elettricisti, odontotecnici, fotografi, carrozzieri, elettrauti, sarti, calzolai... tutti in fila davanti ai loro Enti di appartenenza per farsi rilasciare il certificato di agibilit (o meglio dovrebbero farselo rilasciare tutti coloro che invocano la loro opera) ogni qualvolta ricjiesto il loro lavoro professionale (quando ci vuole ci vuole). Non c' dubbio che avranno degli albi a cui probabilmente sono iscritti, non c' dubbio che forse avranno una qualche licenza o tesserino o brevetto o autorizzaione per poter esercitare liberamente... ma lo fanno una sola volta nella vita o al massimo rinnovandola ogni 5 anni. Non si mai visto che tutta questa schiera debba andare giorno dopo giorno a chiedere il permesso di lavorare! LAVORARE NON RUBARE!!! Questo mi fa andare in bestia perch vedo leso non i miei doveri di cittadino che deve rispettare la legge ma i miei diritti di libert nell'esprimere qualcosa di me liberamente quando, dove e come voglio, fatti salvi ovviamente i doveri a cui accennaco e che nessuno tenuto a sottovalutare o fregarsene. Ti saluto caramente e... forza NOI. Ciao Saverio.

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151.37.60.59
mercoled 29 gennaio 2003
09.40
Sono d'accordo conte su quasi tutto quello che dici saverio, io ho cominciao quaando non c'era ancora il mitico synt dx7, ci portavami un piano cp70 yamaha con le corde vere pesante una cifra, le orchestre allora avevano almeno due o tre fiati per sostenere le parti armoniche, tutta gente che oggi si dovuta riciclare facendo finta di fare il tastierista o che ha smesso di suonare perch non serve pi a nessuno. Sul lato della musica classica non siamo messi meglio: le orchestre sono sempre di meno e uno che studia in conservatorio al giorno d'oggi deve mettere in preventivo che il musicist non lo far mai a meno che non abbia una famiglia alle spalle che lo mantenga agli studi fino all'et di 35/40 anni.Quello che non condivido ildiscorso che fai sull'agibilit, io non l'ho mai sentito come un problema: fino a quando veniva rilasciata me l'anno sempre rinnofata velocemente e senza problemi (quando chiedevo il rinnovo volevano solo e giustamente vedere la regolarit dei pagamenti precedenti cosa che non ho mai avuto problemi a dimostrare) ora il meccanismo e diventato pi macchinoso ma pur sempre un certificato che si pu e si deve ottenere fin che la legge lo richiede. Io ho sentito ostilit verso questo certificato solo da persone che presumibilmente hanno lavorato in nero fino ad adesso e che trovano pi controlli e difficolt a portare avanti questa pratica scorretta. la mia proposta sarebbe di concedere agevolazioni fiscali ai gestori che dimostrano di assumere musicisti che suonano e dimostrano di non usare supporti di qualsiasi tipo, ogni locale in base alla capienza deve avere un numero minimo di elementi e deve dimostrare di aver assunto lui e pagato i contributi a tutti o rilasciare fattura col numero di elementi specificato cosicch la coop sia obbligata a pagare i contributi a tutti. Per quello che riguarda i service audio e luce teoricamente anche un ragazzo che monta solamente queste strutture deve sottostare a tutte le norme enpals il problema che qi ci sono ancore meno controlli e tutti fanno il caz... che vogliono. Io faccio amplificzioni e per far questo devo avere l'agibilit, il famigerato modello di conformit alla legge 626 rilascio fattura tramite la coop e mi pago regolarmente contributi e tasse (sar forse l'unico in tutta italia ma cosi che si deve fare) non mi stupisco percio di avere accumulato migliaia di contributi validi per la pensione e probabilmente quando ci andr in pensione dovr pagare anche per la pensione sociale di coloro che hanno lavorato in nero (facendomi concorrenza sleale) su questo mi girano veramente le p.... ciao LIVIO

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193.204.179.27
mercoled 29 gennaio 2003
08.53
Cari amici, Livio e Giorgio hanno detto le cose giuste, a cui mi associo: ci stiamo perdendo dietro chiacchiere inutili sul professionismo ecc. ecc. quando il problema principale era ed la iperburocrazia che sta dietro a quel (....)detto certificato di abilit, un antico ed unico retaggio per cui un lavoratore (o chi per lui) prima di svolgere la sua attivit, a qualunque titolo esso la svolga, deve chiedere il permesso OGNI VOLTA ad un ENTE SUPREMO!!! Incominciamo ad abolire questo pezzo di carta ed a rendere pi snella la burocrazia, riconoscendo di diritto quello che ormai di fatto riconosciuto da tutti: cio l'autonomia dell'ARTISTA. A questo punto doveroso fare un'esempio quando mi soffermo sulla parola ARTISTA e non volutamente OPERATORE DELLO SPETTACOLO. Se un virtuoso della musica tiene per esempio un concerto in piazza, chi organizza l'evento, per farlo suonare, deve sottostare a tutta la famigerata normativa che ben conosciamo! Ma quando lorganizzatore chiama il service Ampli-Luci, questo viene e rilascia fattura come lavoratore autonomo, il resto sono cavoli suoi! Quindi abbiamo un palco, uno spettacolo e due operatori conivolti, ma mentre chi suona deve essere ingaggiato per garanzia... chi lo illumina non lo ! Le cose non quadrano pi: lavorando entrambi allo stesso fine di assicurare la riuscita dello spettacolo, o entrambi dovrebbero godere di quelle garanzie protezionistiche offerte dallENPALS, o entrambi dovrebbero agire come operatori autonomi, non si capisce il perch luno s e laltro n! Ritornando al discorso iniziale, una volta abolito il certificato e riconosciuta lautonomia, ognuno libero poi di intraprendere la sua strada: 1) chi sar assunto da un ente teatrale, lirico, orchestra ecc. ecc. come un qualsivoglia dipendente a stipendio fisso; 2) chi intraprender autonomamente come propria attivit lavorativa la carriera di musicista, concertista, cantante, ballerino, quello che vi pare; 3) chi, arrancando qua e l, o avendo gi uno stipendio, lo far per necessit o per passione! Lo stato dovrebbe preoccuparsi solo di trovare dei parametri fiscali idonei e differenziati affinch le tre categorie non si facciano le scarpe lun laltra, ed ognuno trovi dei propri vantaggi! Il che non significa vietare. Tutto il resto sono chiacchiere che servono a dividerci, e con le divisioni (a parte quelle di Alessandro il Macedone) non si va da nessuna parte. A rafforzare la convinzione comune che il musicista, o comunque lespressione artistica, abbia carattere di autonomia, ci si mettono pure alcune circolari e leggi dello stato stesso. Tempo fa lamministrazione pubblica da cui dipendo eman una circolare che rifacendosi ai principi di una legge precedente, ribadendo lOBBLIGO per il pubblico dipendente di NON POTER SVOLGERE NESSUNALTRA ATTIVITA LAVORATIVA SUBORDINATA ed altre di cui non sto a dirvi, ESCLUDEVA INVECE DA QUALSIASI AUTORIZZAZIONE GERARCHICA, quindi permetteva, una limitata serie di attivit compatibili con lo status del dipendente. Guarda caso tra quelle attivit liberamente permesse era specificatamente scritto ...ogni provento derivante da opere dellingegno e da ogni manifestazione e attivit derivante dallesercizio della propria espressione artistica! Il piatto servito: una legge mi permette di suonare come autonomo, unaltra mi dice che per suonare devo essere ingaggiato... ma se poi lo faccio contravvengo ad una terza legge che mi obbliga allunicit del rapporto lavorativo! Sto cercando ancora di sbrogliare la matassa! Ciao a tutti Saverio. PS. Il discorso del decadimento di certe realt musicali trova le sue radici verso la fine degli anni '60, quando cominciarono ad uscire le prime discoteche. Io allora gi suonavo in una band di sei elementi, ed i contratti cominciarono a scemare... per il gestore era meglio pagare uno che metteva i dischi piuttosto che sei che suonavano: il classico "due piccioni con una fava". Poi sono venute le basi midi, gli arranger, i groove-box ecc. ecc. ed i gestori hanno preso "quattro piccioni con una fava": ingaggiano (si fa per dire) UNA SCHIAPPA che fa FINTA DI SUONARE ricevendo in cambio UN RISULTATO FINALE SODDISFACENTE (tanto le basi attuali sono perfette) tirando fuori dalla propria tasca IL MINIMO INDISPENSABILE. Fin quando le cose staranno cos, se il compito finale di questo muro quello di cambiarle ed abolirle, vedo davanti a me ancora molti anni di messaggi. A riciao Saverio.

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80.117.240.1
Chania reservacion de alojamiento marted 28 gennaio 2003
11.59
all' amico (a?) che chiede come intraprendere l' attivit di organizzatore di spettacoli suggerisco l' utile Guida per l' artista e l' operatore delo spettacolo realizzata dall' ass.it.professionisti spettacolo . L' AIPSC organizza per organizzatori di spettacolo anche stages e workshops. Andare in www.aipsc.net per informazioni. Giuseppe S.

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192.92.126.166
marted 28 gennaio 2003
11.17
gentilmente qualcuno mi puo consigliare corsi per live-management,in ambito musicale nella regione emilia romagna ciao anna

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192.92.126.166
marted 28 gennaio 2003
11.17
gentilmente qualcuno mi puo consigliare corsi per live-management,in ambito musicale nella regione emilia romagna ciao anna

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192.92.126.166
marted 28 gennaio 2003
11.17
gentilmente qualcuno mi puo consigliare corsi per live-management,in ambito musicale nella regione emilia romagna ciao anna

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151.27.54.27
luned 27 gennaio 2003
17.28
vorrei sapere come si puo' fare o che iter bisogna fare per avere la licenza(presumo) di agente teatrale.grazie.

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213.45.104.107
luned 27 gennaio 2003
12.18
Mi interessa sapere la S.O.S., che cosa offre a coloro i quali aderiscono?

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62.98.170.24
domenica 26 gennaio 2003
02.18
Per GIORGIO. Sono pienamente d'accordo con te. Bisogna fare pulizia! Via i virtuosi del dito indice e i karaokisti! La vera musica va suonata dal vivo! MUORESANSONECONTUTTIIFILISTEI

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62.98.170.24
domenica 26 gennaio 2003
02.15
Non esiste un organo di controllo che faccia smettere di suonare chi non in regola e promuova chi gi lo ? MUORESANSONECONTUTTIIFILISTEI

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80.116.38.254
sabato 25 gennaio 2003
17.31
Grazie Giorgio per la tua cortesia. Ciao Bobo!

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151.26.146.188
sabato 25 gennaio 2003
15.55
Per lo sconosciuto che ha bisogno di informazioni sulle cooperative: di coop ce ne sono tante, ma prima di iscriversi indispensabile capire come riconoscere una buona cooperativa e soprattutto l'utilit di una iscrizione e i suoi costi (o meglio il rapporto costi/ servizi) Puoi trovare questo tipo di informazioni digitando nella barra degli indirizzi http://www.esseoesse.org/piccolaguida.htm dove riportata una piccola guida che va letta con molta attenzione prima di iscriversi. Per quanto riguarda la tua zona non saprei consigliarti direttamente. A mio giudizio le cooperative che fanno parte del COS sono tutte affidabili e funzionali. Se non sbaglio nella zona di brescia c' una grossa cooperativa (http://www.fasolmusica.it Puoi chiedere informazioni a loro e se non sei convinto, iscriviti solo dopo aver fatto confronti con altre cooperative. L'importante che tu legga quella guida all'indirizzo che ti ho indicato per fare una scelta ponderata. Fammi sapere (giorgio)

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80.116.38.138
venerd 24 gennaio 2003
22.00
ma per favore c' qualcuno che mi pu aiutare a sapere informazioni sulla cooperativa oppure no????????

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62.211.168.222
venerd 24 gennaio 2003
13.52
Io sono di Brescia e vorrei informazioni sui costi sulle fatture ecc. ecc.

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62.211.168.222
venerd 24 gennaio 2003
11.51
Io sono di Brescia e vorrei informazioni sui costi sulle fatture ecc. ecc.

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151.26.160.11
venerd 24 gennaio 2003
11.27
Riallacciandomi al discorso dell'altro giorno, cio quello della qualit, un sistema normativo come quello da me prospettato (utopia?) farebbe stare a casa anche i "professionisti" che non offrano qualit, perch a parit di costi per il gestore, meglio prendere un bravo dilettante che un pessimo "professionista". Io sono per la tutela della musica come lavoro, ma se vogliamo dare dignit a questa professione dobbiamo far si che restino a casa coloro che grazie al loro modo di fare ce l'hanno tolta. Questo tipo di sistema gi pi volte stato proposto da Saverio e a mio giudizio resta l'unica via da percorrere. Per quanto riguarda il famigerato albo professionale potrebbe essere una cosa buona se l'iscrizione allo stesso fosse vincolata alla semplice dichiarazione di svolgere la professione di musicista come UNICA attivit. Questo a prescindere dalla bravura perch anche un giovane alle prime armi che con coraggio sceglie questa strada, ha diritto a sentirsi incentivato. Per i pi giovani potrebbero essere ammissibili maggiori agevolazioni inserite in un periodo di "apprendistato" con la possibilit di svolgere un certo numero di serate all'anno con oneri ridotti. E dovrebbe essere anche lo Stato (ed qui la vera carenza) ad INVESTIRE sulla musica dal vivo con sovvenzioni a comuni e enti locali per lo sviluppo della cultura musicale. Poi, se coloro che sono iscritti all'albo non sapranno fare il loro mestiere, se ne staranno a casa perch nessuno pi li chiamer.Esiste sicuramente un albo dei Dottori commercialisti, ma non ti basta essere iscritto per lavorare. E se vero che per essere ammessi a tale albo bisogna superare un esame, qui il problema diverso. La musica ha una forte componente artistica che non pu essere giudicata da NESSUNA COMMISSIONE, altrimenti sarebbe un doppione dell'esame di conservatorio. Molti artisti (soprattutto pittori) sono stati derisi dai critici del loro tempo per poi essere osannati a anni di distanza dalla loro morte. Se non vendevano un quadro era un loro problema, ma NESSUNOI poteva sostenere che non fossero pittori. L'albo professionale dovrebbe servire solo a dimostrare che quella di musicista un'attivita esclusiva, con tutte le conseguenze fiscali, previdenziali e anche PENALI in caso di falsa dichiarazione. Poi la stima ce la conquisteremo sul campo, volta per volta nelle situazioni pi disparate e difficili, in base anche al nostro stato d'animo che influenza e modifica giorno per giorno la nostra componente artistica, ma MAI davanti ad un'insulsa commissione. Ed eviteremo anche forme di disriminazione nei confronti di coloro che pur avendo talento e bravura, avranno scelto di fare un altro lavoro e che pur non essendo iscritti all'albo dei musicisti professionisti, resteranno musicisti dilettanti o semi-professionisti, ma pur sempre MUSICISTI.(GIORGIO)

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151.26.160.11
venerd 24 gennaio 2003
10.58
che tipo di informazioni ti sevono sulla cooperativa? se ci dici in che zona sei magari riusciamo a darti un aiuto pi concreto

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62.211.168.252
venerd 24 gennaio 2003
00.00
Io cerco delle informazioni dettagliate sulla cooperativa c' qualcuno che mi pu aiutare???

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151.37.60.180
gioved 23 gennaio 2003
23.45
Scusate se insisto ma parer mio non un problema di albo si o albo no, professionismo o dilettantiso ma pi semplicemente un problema di ordine economico: un locale che non pu scaricare le spese che ha non far mai una fattura dell'intero importo al gruppo musicale perche deve pagare in pi l'iva, e in questa situazione sono oltre il 95% dei locali pubblici dove si fa musica per non parlare delle feste di piazza o private dove devi pure litigare per farti rilasciare fattura spiegando che sul bordero c'e il tuo nome e i tuoi dati e che in un eventuale controllo che pu essere fatto anche a molti anni di distanza risponde direttamente chi firma questo documento. un capo orchestra che fattura molto meno di quello che incassa non regolarizzer mai tutti i suoi elementi perch non ne ha concretamente l'interesse. un orchestrale che fa un altro lavoro sar ben felice di lavorare in nero, ne momento in cui deve denunciare tutti i suoi veri redditi e cumularli nella dichiarazione dei redditi ci penser molto pi che due volte a farsi pagare 40 o 50 euro a sera. un capo orchestra che deve sciegliere fra una base musicale che costa per ipotesi 50 euro una sola volta non ha interesse a far suonare un musicista vero che costa 100 euro a sera, bisogna stravolgere concretamente l'organizzazione economica di tutto il settore per sperare di dare finalmente un ordine e una dignit di lavoro vero la nostro settore. io ho il famigerato diploma di conservatorio ma l'ho attaccato al muro e non l'ho mai fatto vedere a nessuno perche in tutti i contesti dove ho suonato non me l'ha mai chiesto nessuno, ci sono dirigenti e imprenditori che hanno la licenza media o elementare e se fanno bene il loro lavoro nessuno se ne meraviglia, ma se un dirigente guadagna 100.000 euro all'anno li denuncia tutti perche la ditta che lo assume ha l'interesse a mettere tutto in busta paga. nela mia zona c' molto lavoro nelle ditte e gli operai non fanno volentieri gli straordinari oltre il proprio lavoro perche non ne hanno l'interesse economico. pi di met dell'importo di questi se ne va in tasse e la ditta li mette tutti in busta paga; assume un'altro operaio quando i suoi si rifiutano di fare straordinari. Io quando con la mia ditta acquisto un computer richiedo la fattura piena perche ho l'interesse economico concreto a farlo: recupero l'iva e scarico l'importo dalle tasse nella dichiarazione dei redditi e spero di avere dato alcuni spunti concreti su cui riflettere. non perdiamoci in disquisizioni inutili e tedianti sul profess... dilett... bavo o meno bravo ecc... che non portano a nulla di concreto se non la perdita di tempo e danno l'impressione che la categoria non sia unita nelle proprie richieste: se vogliamo ottenere qualcosa dobbiamo chiedere poche cose concrete tangibili attuabili e lo dobbiamo chiedere con la forza dell'unit della categoria altrimenti abbiami gi perso prima di partire A presto LIVIO

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62.211.168.252
gioved 23 gennaio 2003
23.37
Io cerco delle informazioni dettagliate sulla cooperativa c' qualcuno che mi pu aiutare???

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62.11.51.132
gioved 23 gennaio 2003
22.13
Alla Provincia di Foggia, Servizio organizzazione e risorse Umane, stato bandito un concorso per i seguenti profili professionali: Maestro di palcoscenico(posti 1).Pianoforte solista e clavicembalo( posti 1).Clarinetto con obbligo del Sassofono(posti 1).Violino di fila dei primi e dei secondi(posti 2).Per scaricare il bando e il modulo della domanda cliccate su:WWW.PROVINCIA.FOGGIA.IT alla voce concorsi. Le domande vanno spedite o presentate entro il 17 febbraio 2003 ore 12.00. firmato: un'amico che gi lavora ma ha il piacere di diffondere notizie del genere.In bocca al lupo a tutti.

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151.27.185.10
gioved 23 gennaio 2003
19.40
Per Saverio: L'albo professionale ,ruolo o elenco professionale, chiamiamolo come meglio crediamo, potrebbe essere secondo me un primo passo per garantire ai gestori o a tutti coloro che organizzano serate di avere dei musicisti "D.O.C.",che poi siano professionisti o dilettanti, non un problema.Il vero problema quello di eliminare i virtuosi del dito indice, (quello che serve per far partire la sequenza) e i vari "Karaokisti" che si spacciano per musicisti e guadagnano quel che guadagnano. Non ho detto che un diplomato al Conservatorio sappia suonare o cantare meglio di un autodidatta o di un orchestrale con 20 anni di esperienza, anzi, un diplomato potrebbe avere dei seri problemi con un repertorio di intrattenimento. Dato per che l'unica certificazione ufficiale per definire (questo in Italia) tale un musicista il Conservatorio, (come gi detto con le sue problematiche) sarebbe cos impensabile proporre dei corsi di formazione per musicisti professionisti di musica leggera, magari finanziati dalla comunit europea? A presto Fabio

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151.26.161.111
gioved 23 gennaio 2003
13.37
Dico la mia (per quanto possa contare il mio parere): il problema della distinzione fra professionisti e dilettanti in Italia non ha attualmente molto senso. I professionisti (e questo lo dico con rammarico) sono solo quelli che lo fanno per lavoro e non i pi bravi. Ci sono molti "dilettanti" che suonano benissimo e lo fanno solo come secondo lavoro. I problemi sono 2: uno quello di tutelare chi ha scelto di suonare come unica attivit...e qui siamo TUTTI uguali: il musicista jazz, quello di musica leggera, il diplomato,il musicista (e SOTTOLINEO musicista) rock l'orchestrale ecc.... L'altro il problema della qualit e qui la soluzione lontana. Non sono solo i gestori ad essere ignoranti. Culturalmente in Italia la musica considerata un Hobby o un passatempo e mai n un lavoro n una forma di arte. Questa concezione radicata nel DNA degli italiani cos come lo l'approffittarsi degli altri, il frodare il fisco ecc....in poche parole la mancanza diffusa di senso civico. In altri paesi (vedi la Francia) la musica ha un'altissima considerazione e il musicista una persona importante. Ma qui non cos e non sar mai cos...personalmente mi sono sempre battuto per la qualit a discapito della quantit (e lo faccio per lavoro) ma una battaglia durissima finch la musica verr considerata solo intrattenimento e quasi mai cultura (a meno che non suoni Chopin). Il minimo che si arrivi a tutelare l'aspetto lavorativo..sono stanco di sentirmi chiedere "quanto guadagni?" "e la tua pensione?" "ma un lavoro?" oppure "ma se hai bisogno di un prestito c' qualcuno disposto a farti credito?"....in poche parole il primo passo di dare alla professione una sua dignit di lavoro, indipendentemente dal genere suonato. Poi bisogner pensare alla qualit per cui chi suona il liscio ha per me la stessa dignit di chi come me suona jazz o musica leggera, basta che suoni DAL VIVO e che siano quindi punite e scoraggiate (con sanzioni anche pesanti) tutte quelle manifestazioni dove la musica messa in secondo piano e dove trionfano basi e playback..in tutta Europa si suona dal vivo e qui si fa ancora il playback, dimenticando che ogni base che va, UN MUSICISTA CHE STA A CASA. E nella tutela della qualit non si dovranno dimenticare quelli che, pur facendo musica per diletto, hanno talento e tecnica e hanno diritto ad esprimere la componente artistica evitando la concorrenza sleale. Il che significa che dovrebbe esistere un sistema normativo che faccia s che non vi siano sgravi fiscali per i gestori che fanno suonare i dilettanti e che esistano delle forme di contribuzione obbligatoria dei gestori (esempio fondo di solidariet per i professionisti, contributi Enpals agli stessi) che sommati al rimborso spese non rendano pi conveniente il dilettante. In questo modo suoneranno solo i bravi professionisti e ... i bravi dilettanti, perch chi non sa suonare non potr pi contare sul fatto che costa meno e i pur ignoranti (non sempre per fortuna) gestori si faranno due conti in tasca e punteranno sulla qualit a parit di costi(GIORGIO)

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213.152.193.124
gioved 23 gennaio 2003
11.51
Ciao Saverio sono Andrea.Il problema che tu non puoi paragonare una proposta artistica con altri lavori.Se ti serve un interprete a te interessa solo che faccia bene il suo lavoro,cio che traduca bene quello che dice il tedesco in questione e la cosa finisce li...(poi sulle assunzioni dei laureati sono daccordo con te..).Nell'arte le cose stanno diversamente.In questo caso il confine che divide il bravo dallo scarso ed il professionale dal non professionale molto pi labile.Io credo che la differenza non vada fatta tra professionisti e dilettanti ma tra chi suona cos per suonare due accordi sulla chitarra e non possiede nessun senso estetico e chi ha veramente le palle quando suona e manda a casa la gente con il ricordo di una bella serata di musica fatta da dio! Ho notato che questa tematica fa paura a molti perch la maggior parte della gente che scrive in questo forum appartengono alla categoria dei cosidetti "mestieranti" quelli che lo fanno cos giusto per arrotondare alla sera e buttare l come se fosse spazzatura due brani di vasco o battisti.La musica ha un prezzo da pagare di ore di sudore sullo strumento senza sosta per arrivare ad un livello artistico degno di nota!

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193.204.179.27
gioved 23 gennaio 2003
10.40
Ragazzi, so che forse quello che sto per dirvi ha la stessa valenza del nulla in un bicchiere di aria fritta, ma conta la somiglianza. Ancora stiamo qui a parlare di professionismo, professionale, diplomato, autodidatta, dilettante ecc. ecc. Allora facciamo un esempio nell'ambito dell'interpretariato! Se io come responsabile di un settore di interpretariato congressuale ho bisogno di qualcuno che mi parli il tedesco bene e velocemente prendo chi lo sa fare, ed i primi che mi vengono in mente sono i laureati o i diplomati in lingue. Ma dove scritto che il laureato sappia parlare meglio del pensionato metalmeccanico che ha lavorato alla Wolkswagen per 40 anni?! Se il mio fine quello di garantire un'ottima comprensione linguistica mi avvarr di quest'ultimo, e probabilmente ad un prezzo pi ragionevole, rispetto a chi, pur zeppo di regole grammaticali, a stento riesce a stare dietro ad uno che parla velocemente vuoi per inesperienza o altro, ma li dovresti pagare di pi... forti del loro status. Ma proprio questi ultimi bravi o meno, a mio avviso sono i Professionisti, mentre l'altro, che pi capace, come lo chiamiamo? Dilettante? Alla faccia del dilettante se ha un'esperienza di 40 anni col tedesco. Se io invece fossi un dirigente scolastico e devo istituire il corso di lingua tedesca, purtroppo il pensionato che conosce meglio il tedesco dell'italiano non lo potr mai assumere, sono costretto ad assumere il laureato (PROFESS-ore), anche se corro il rischio, tragica verit, di rovinare una classe con un incompetente! E cos un pianista NON DIPLOMATO non potr mai fare concorsi per la RAI e/o altre orchestre, anche se emulo di Chopin, mentre il primo venuto dal conservatorio SI', salvo ad essere preso a pedate se fa schifo! Ci son fior di musicisti sconosciuti che se ne fanno un baffo dei professionisti e costano meno perch purtroppo questa la realt del mercato, vuoi per incultura, ignoranza... e menefreghismo. Ovviamento mi scuso con i migliaia di Professionisti diplomati verso i quali nutro solo rispetto ed ammirazione... il mio era solo un esempio estremo. A Livio vorrei tranquillizzarlo perch non ho mai detto il contrario di quanto lui afferma, anzi da circa due anni, una delle tante mie proposte consiste proprio nell'AVVANTAGGIARE i musicisti a tempo pieno, con tutta una serie di sgravi fiscali, e non il contrario, ci mancherebbe altro! Per la tua agibilit, mi ha indotto in errore la semplicit estrema della tua espressione, non evidenziando che i fatti sono in altro modo. Per Fabio: domanda N 1. E dopo aver istituito l'albo che ci facciamo? Domanda N 2. Si iscrivono solo i diplomati o tutti coloro che lo desiderano previo esami di valutazione? Domanda N3. Se un problema di soldi (cio l'iscritto prende di pi) stai tranquillo che andranno a suonare gli altri! Se invece possono suonare solo gli iscritti ci vorrebbe o un patentino o un albo a livello nazionale che ogni pizzeria che decide di fare un sabato musicale deve consultare prima di chiamare il musicista (o musicante, dipende dai punti di vista) per accertarsi che sia nella lista?!? Gi abbiamo l'ENPALS (plauso) con la sua Agibilit (pernacchia) a complicarci la vita, l'albo lo farebbe ancora di pi. Ciao Saverio.

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151.27.176.76
mercoled 22 gennaio 2003
22.53
Mi chiamo Fabio, mi sono letto un bel po' di interventi e oltre al malfamato permesso di agibilit ho notato che esce sempre fuori l'eterna diatriba tra professionisti e dilettanti. E' vero che potrebbe sembrare una proposta controcorrente, ma l'istituzione di un elenco professionale non potrebbe una valida soluzione al problema? Ciao! F

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213.152.193.124
mercoled 22 gennaio 2003
20.56
Ciao sono Andrea. Il problema sempre il solito. Il professionista non dovrebbe essere solo quello che lo fa per lavoro ma professionista dovrebbe essere sinonimo di PROFESSIONALE. Se i cosidetti professionisti continueranno ad offirire spettacoli indegni qualsiasi dilettante sar in grado di proporre cose migliori ed essere pagato meno.Se per il gestore l'unica diffrenza il prezzo i motivi sono due.1) Nessuno fino ad ora gli ha fatto capire la diffrenza tra una proposta artistica valida e professionale ed un passatempo di gente che non capisce niente.2)Il livello culturale basso e al gestore non interessa la differenza tra pi o meno bravo. Il professionista che strimpella due accordi alla chitarra meccanicamente da 20 anni poi non si deve lamentare che il gruppetto di 16enni guadagna pi di lui!in certi locali in italia si cerca di fare musica di buon livello e se non sei sopra ad un certo standard col cavolo che suoni!

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192.92.126.166
mercoled 22 gennaio 2003
18.16
Vorrei per favore conoscere qual la normativa che differenza la fatturazione come prestazione di lavoro autonomo (attore) avente per oggetto le aliquote al 10% o al 20%. So che c' differenza se l'attore offre una sua prestazione occasionale oppure nell'ambito di una compagnia e/o associazione teatrale. Grazie, Davide B.

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151.37.38.154
mercoled 22 gennaio 2003
10.39
grazie caro victor nella risposta mi hai solo anticipato e mi sa che sei uno dei pochi che ha capito il senso della mia riflessione, quando dicevo che ognuno tira l'acqua al suo mulino intendevo proprio questo: stato fatto un appunto sul mio intervento proprio su una frase che non ho detto. Ho sempre lavorato in un'orchestra da ballo prima come dipendente di snc all'inizio e poi di coop, poi da 15 anni con orchestra mia in societ coi mie icolleghi e nella mia situazione contributiva sono tutte le persone con le quali ho lavorato finora; abbiamo sempre regolarmente pagato tasse e contributi per tutti i componenti dell'orchestra e vi assicuro che tirando i conti alla fine dell'anno un vero salasso, abbiamo migliorato la situazione nell'ultimo periodo entrando in coop alla nuova marea (prima avevamo una S.R.L.) 4 anni fa come dicevo abbiamo sciolto la societ perch non reggevamo la concorrenza di certi gruppi musicali. io personalmente ritiravo i soldi dal gestore e vedevo i calendari con le orchestre e relativi compensi di tutti, noi uscendo a 1.600.000 in 7 persone ricavavamo tolti i contributi, tasse, spese di viaggio strumenti ecc. circa 100.000 netti, parecchi altri gruppi avevano un compenso che oscillava da 800.000 a 1.200.000 e ovviamente erano costituiti da doppiolavoristi che non avevano interesse ad essere lavoratori regolari. La conorrenza giusta e sacrosanta, ma bisogna essere messi tutti sullo stesso piano di partenza. qui si discute tanto su concetti marginali della situazione attuale dei musicisti quali agibilit, su cosa voglia dire professionismo e non e non si affronta mai il vero nodo del problema I SOLDIIIIIIIIIII netti che restano in tasca delle persone, si accetta tranquillamente a livello teorico la proposta di alcuni di non tassare e non far pagare contributi a persone che hanno gi un altro lavoro, cosa impensabile in altri ambiti lavorativi. A conclusione di questa situazione io come molti altri miei colleghi siamo stati costretti a cambiare lavoro ed io fortunatamente ho avuto la possibilit e la capacit di stravolgere completamente la mia vita a quasi 40 anni ma vi assicuro che nell'ambito della musica da ballo la situazione drammatica. le paghe oscillano da 50 a 80 euro a sera ovviamente la maggior patre delle volte in nero e al lordo delle spese di viaggio e strumenti,non suona pi nessuno, si usano basi e figuranti che fanno playbak tutta sera anche in orchestre di 8 o 10 elementi che non essendo musicisti si accontenteno di magari 30 euro (rubati all'intelligenza del pubblico) molti "cantanti" addirittura non usano nemmeno la propria voce, si fanno registrare basi con la voce di altri o altre presentandosi senza vergona sul palco. a presto LIVIO

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212.210.201.70
marted 21 gennaio 2003
21.46
niente paura ragazzi, vasco end company, anche se fanno una serata all'anno sono considerati professionisti,1 perche' lo dichiarano loro stessi essendo la musica loro principale fonte di guadagno per vivere,2 perche' anche se suonano per beneficenza comunque chi entra a vedere il concerto deve pagare un regolare biglietto s.i.a.e. e quindi si ricade in uno dei punti principali della normativa enpals. detto questo vorrei ricordare che ne l' enpals ne la s.i.a.e. sono organi statali quindi nei meandri della legge italiana si riesce a trovare una legge che dice: sotto gli ottomilioni di vecchie lire non si paga irpef e quant'altro, inoltre per suonare ove non ci sia biglietto s.i.a.e. non serve l'agibilita' enpals, bensi' l' agibilita' governativa che e' in ossesso di piu' di qualche associazione no profit... io il problema l'ho risolto e cosi' ho deciso che suonero' fin che morte non mi separi dalla mia chitarra...ciao VS REBECCA.

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151.27.149.46
marted 21 gennaio 2003
13.11
Livio aveva concluso invitando alla riflessione, non al sarcasmo... e il suo ragionamento, piaccia o no, non fa una grinza. ...Inoltre, quando afferma di "avere" l'agibilit da 20 anni, intende dire che da vent'anni " iscritto" sull'agibilit di una o pi imprese spettacoli di cui socio, e quando dice "ho pagato 2.500 contributi"... intende dire che essendo stato socio di gruppi con agibilit, alla fin fine... gli importi pagati hanno "alleggerito" le sue personali tasche. Colgo l'occasione per ricordare che, in ogni caso, quand'anche i contributi li paghi un gestore, a conti fatti sempre l'anello pi debole della catena che paga. E qualcuno mi dimostri che il musicista non tale. Scusami Livio se mi sono permesso di "entrare" nel tuo intervento. ...In merito ai progetti di legge di Saverio e altri, ...sar anche impresa faraonica, ma sto prendendo nota di tutti. ...A mio avviso il problema (burocrazia a parte) estremamente semplice da risolvere. 1. Il musicista va considerato come "para-autonomo" 2. In questo caso sar possibile chiedere un abbattimento forfettario del reddito "per spese di produzione" con minimale di 50 euro (questa somma indicativa a mo' di esempio, ma va calcolata statisticamente) ... il SOS lo chiede da tempo... in questo modo, chi incassa piccole somme, indipendentemente dal fatto che sia dilettante o professionista "non paga" l'Irpef, poich chiuder l'anno sicuramente "sotto zero". 3. I contributi, invece, quando c' "servizio a terzi" (fatta eccezione per la beneficenza e simile) li devono pagare tutti, non importa se si professionisti o dilettanti. Il fondo della previdenza, che non si chiama "sociale" a caso, lo prevede per legge e io personalmente sono convinto che questo sia un principio sacrosanto in uno Stato che si vanta di essere "sociale". Piuttosto... vanno riviste le tariffe e, ovviamente, i meccanismi burocratici che oggi sono "osceni". - Victor ... PS. nell'articolo che su Midi Songs di Gennaio ho indicato un sistema Salomonico, per pagare di meno nei casi limite, ma pretendere di individuare il dilettante contandogli le serate un'impresa utopistica.

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212.245.33.94
marted 21 gennaio 2003
12.47
quanto a LIVIO che si paga i contributi ENPALS da solo . . . mi sa di una bufala. Cordialit Franco

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212.245.33.94
marted 21 gennaio 2003
12.46
per NIK e i dilettanti sportivi. . . con una notevole differenza; i calciatori dilettanti NON fanno concorrenza sleale a nessun calciatore professionista: il musicista DILETTANTE che comunque va nelle discoteche e pubs e birrerie e sale da ballo ad esibirsi, molte volte costringe il professionista (o che ci tenta di esserlo) e rimanere a casa. Ciao Franco

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80.181.178.156
marted 21 gennaio 2003
12.04
Livio si paga i contributi da solo??caspita.. l' unico artista autonomo in Italia!!o in 20 anni, come dice, ancora non ha ben capito come funziona l' Enpals ( forse cos)..o no!!!!

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193.204.179.27
marted 21 gennaio 2003
12.03
Per Rebecca. Ancora una volta si fa di tutt'erba un fascio tra professionisti e dilettanti, tra prestazioni occasionale e non, tra chi guadagna il panino e chi i miliardi. Quando chiesi a chi di dovere cosa fosse la prestazione occasionale mi fu risposto "quella non continuativa, non primaria e con guadagno irrilevante". Le tre cose devono coesistere. Come esmpio mi fu detto che 10 o 20 serate all'anno un po' qu ed un po' l (purtroppo numericamente un po' difficile stabilire l'occasionalit) con un guadagno irrisorio potrebbero rientrare nell'occasionalit, mentre una sola serata in un anno ma guadagnando 500.000E (un miliardo di vecchie lire) rientrano nella professione, anche se, ripeto, una sola prestazione. Il guaio che se questo ragionamento fila per tutte le professioni, purtroppo non PUO' applicarsi allo spettacolo perch nella prestazione occasionale si ravvedono gli estremi di una prestazione di tipo autonomo, e questo E' VIETATO DALLE LEGGI ATTUALI. Ciao Saverio.

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193.204.179.27
marted 21 gennaio 2003
11.45
Per Livio. La prima parte la comprendo benissimo, ma se ti vai a rivedere un po' di lettere precedenti (impresa ormai faraonica) vedrai che nessuno ce l'ha con i professionisti, e pi volte appare la frase "sleale concorrenza" che ognuno vuole combattere, tra chi ci vive e paga tutto e chi con la scusa del secondo stipendio, da dilettante, si frega quello e l'altro. Le proposte ce ne sono e tante, ma riassumendo conducono tutte a delle regole che permettono ad entrambi di fare spettacolo favorendo con un doppio regime fiscale-contributivo chi lo fa per lavoro (incentivi, ammortamento strumenti, scarico IVA, detrazioni, deduzioni, sconti forfettari e chi pi ne ha pi ne metta) mentre a chi ci fa per diletto niente di tutto questo, ma pagare sino all'ultimo tutto il dovuto. Alla fine i tuoi 100E diventano per ipotesi 70E , ma all'altro diventano 30. A questo punto sei tu che puoi chiedere 50E (te ne restano sempre 35) mentre l'altro se ne chiede 50 si porta a casa 15 euro.Come vedi a parit di spesa da parte di un gestore (per esempio 50E) questo preferir te come professionista che l'altro dilettante. Ci che purtroppo oggi non accade, anzi come affermi tu! Per quanto riguarda la seconda parte vorrei tu mi spiegassi come fai ad avere l'agibilit ENPALS da 20 anni. O ti assumono o sei iscritto ad una cooperativa o fai parte di un complesso regolarmente costituito in societ. Di qu non si scappa. A meno che tu non voglia dire che sei iscritto all'ENPALS da 20 anni: ma questa tutta un'altra cosa da NON CONFONDERE con il permesso di agibilit! Se cos non fosse faccelo sapere perch a quel punto ne vedremmo delle belle! Ti saluto caramente. Saverio

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151.37.60.165
marted 21 gennaio 2003
10.55
Qu ognuno tira l'acqua al suo mulino: i dilettanti come dite voi suonano solo per diletto o per rimborso spese, per quale ragione io come professionista devo pagare tasse e contributi su questo rimborso spese (ormai le paghe dei professionisti si sono ridotte a questo) e un dilettante no? i dilettanti si ricordano di essere tali solo quando si parla di tasse e agibilit ma i dilettanti non dovrebbero andare a suonare solo nei posti dove la musica non a scopo di lucro? qualsiasi pizzeria, birreria, discoteca, ristorante e locale pubblico fa musica per incrementare le proprie entrate e assumono "dilettenti" solo per risparmiare (costano meno perch lo fanno solo per divertirsi e non a scopo di lucro) secondo voi io come professionista non mi devo pagare gli strumenti e le attrezzature? non devo pagarmi le spese di viaggio il furgone l'assicurazione ecc? Seguendo la vostra logica se io percepisco 100 euro da professionista me ne metto in tasca netti 45, se un dilettante percepisce 100 euro se ne mette in tasca 80 pagando solo la ritenuta d'acconto, il vero problema che il dilettante non si fa pagare 100 euro, siccome lui lo fa per diletto si fa pagare solo 50 E e gliene restano puliti 40. Il gestore del locale deve scegliere fra me che costo 100 e e ne guadagno 45 e lui che costa 50 e ne guadagna 40 "VOI COSA FARESTE SE FOSTE UN GESTORE?" Io ho provato a pensare a come risolvere la situazione: sono un musicista professionista e ho la mutua la pensione ed il resto come musicista, mi sono detto: "vado a fare il postino l'insegnante, il bidello o qualsiasi altro lavoro per passione e diletto, non pago i contributi e le tasse perch le pago gi come musicista, su una paga di 1.000 euro pago solo la ritenuta d'acconto di 200 euro. cos risolveremmo tutti i problemi dei musicisti cosiddetti professionisti ma questa pura utopia: le leggi su queste categorie di lavoratori vengono applicate A proposito di agibilit io non ho mai avuto problemi sono pi di 20 anni che suono in possesso di questo certificato pago i miei contributi (ne ho circa 2500 versati) e non ho mai avuto problemi a rinnovarlo. Da circa 4 anni ho dovuto affiancare a questo lavoro un'altra attivita per le motivazioni elencate sopra ma su questa devo pagare regolarmente contributi, tasse, commercialista e tutto il resto SAPETE COME E? NON CI CREDE NESSUNO CHE LO FACCIO PER DILETTO AVENDO GIA' IL MIO LAVORI PRINCIPALE DI MUSICISTA meditate meditate. Ciao LIVIO

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62.98.195.41
luned 20 gennaio 2003
23.57
Cara Rebecca, non il numero di serate che uno fa a poter stabilire se uno professionista o meno: penso che personaggi come Vasco, Baglioni, Venditti, ecc. fanno spesso meno di 20 serate (concerti) in un anno. Il dilettante colui che suona (se un musicista dilettante) per diletto, senza pretendere un compenso per la sua prestazione, ma solo un rimborso spese che deve essere quantificato secondo quanto previsto dalle norme. La ritenuta d'acconto viene fatta su una prestazione occasionale, il che non vuol dire dilettantistica. Suonare in un Pub o in locali in cui si balla riscuotendo cifre che si aggirano intorno ai 50/60 Euro, significa suonare GRATIS; se vi fate due conti, tra la benzina delle per la serata, quella delle prove settimanali, la sala prove, l'ammortizzazione del costo dell'amplificazione, ecc., ecc., ci che rimane solo remissione. Ma continiuamo a farlo: quale altro professionista continua ad esercitare la propria professione se non ha un guadagno pi che consistente??? Purtoppo bench una cosa che anche un infante riwsce a capire, l'ENPALS non lo vuole capire, cos ha deciso di mettere un "PIZZO". RIPETO: guardiamo allo sport dilettantistico e cerchiamo di far riconoscere le agevolazioni create per questo settore anche al settore dello spettacolo dilettantistico, realt che esiste (viene menzionato proprio nelle circolari ENPALS) anche se non c' un C.O.N.I. a gestirlo. Ciao Nik.

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151.30.25.111
luned 20 gennaio 2003
11.36
ho appena formato una band. ho ricevuto delle proposte di serate da alcuni locali. cosa devo fare per essere in regola. avete un elenco di cooperative alle quali mi posso rivolgere. sono da vicenza.

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193.204.179.27
luned 20 gennaio 2003
09.40
Caro Remo, la tua domanda stata ben precisa, ma credo anche di averti fornito una risposta, sempre secondo il mio parere, che potrebbe anche valere un fico secco. Quando al legge ha istituito il part-time, anche se probabilmente aveva intenti diversi, stata inteso da tutti come la possibilit di dimezzare l'orario di lavoro giornaliero nell'ambito di un rapporto lavorativo fisso, con tanto di stipendio mensile, contributi, un mese di ferie e tredicesima. Quindi l'impiegato con 36 ore che chiede il PT, ne fa 18, viene pagato a met e fa 15 giorni di ferie all'anno. Ma con un musicista a contratto giornaliero, dove viene pagata una sua prestazione unica ed indivisibile, come fai a stabilire un PT. Sulla base di quale INTERO TIME! A rigor di logica, ma solo una mia ipotesi, tu puoi accedere al PT solo se disponendo nel locale di tutta la strumentazione necessaria, assumi come dipendente (come fosse il cuoco o il cameriere o la cassiera) un musicista con un contratto di lavoro part-time, pagandogli ovviamente in misura del 50% tutti gli oneri previsti, contributi, ferie e tutto il resto, riferendoti eventualmente ai contratti dei lavoratori di teatro stabili, orchestrali ecc. ecc.! Ma a questo punto, diventando egli tuo dipendente a tutti gli effetti, te lo tieni fisso anche quando non serve a niente, oppure lo fai suonare tre ore al giorno (comprese le prove)... tanto lo devi sempre pagare a fine mese. Se questo per te va bene perch magari intendi far musica tutte le sere e questa situazione ti pi favorevole dal punto di vista fiscale e comunque delle tue spese (l'alternativa la sai: pagare volta per volta il minimo ed i contributi, senza contare la trafila burocratica) non penso ci siano problemi, anche se una corsa dal commercialista o consulente del lavoro bisogna sempre farla! Secondo me quindi, tirando le somme, se da una parte reputo possibile un impiego fisso part-time come musicista, allinterno di una azienda che opera nel settore dellintrattenimento, cos daltro canto ritengo che ci sia incompatibilit tra il PT e la prestazione singola, non potendo applicare a questultima gli stessi criteri. Infatti il primo necessariamente deve riferirsi a dei parametri ben stabiliti per un tipo di rapporto di lavoro subordinato e continuativo con orari stabiliti per legge o per accordi contrattuali/sindacali, mentre la seconda invece aleatoria, singola ed indivisibile, e fa riferimento ad un periodo di tempo ben definito pari alla durata della prestazione, oggetto del contratto stesso: prestazione che non pu essere divisa in due in quanto questa seconda situazione non pu essere vista come la met della prima (ovvero il suo part-time) bens d luogo ad una nuova prestazione unica ed intera, oggetto di un differente contratto! Rispondendo allamico 151.28.151.95 che non ha firmato, posso dirti con una certa sicurezza che se tutti i tuoi contratti hanno come referente unico la tua associazione non ci sono problemi e tu puoi suonare liberamente dove e quanto ti pare! Se invece da una parte, mi par di aver capito, sei assunto direttamente da un gestore per una intera stagione a fare matrimoni, e dallaltra giustamente vuoi farti delle serate singole, ma questa volta come socio (dopo ovviamente le feste nuziali) suppongo che non ci debbano essere problemi se tutto in regola con i contributi, ma data la sovrapposizione dei periodi e le due diverse tipologie di rapporto lavorativo, sar il caso che tu chieda a gente pi competente se c o meno compatibilit! Sono proprio questi tuoi dubbi e quelli di altri che rimangono tali e senza risposte precise (se non i vari... credo... suppongo... ritengo... penso) e sono sempre questi stessi argomenti che rafforzano ancora una volta e sempre di pi lidea di come le peculiarit intrinseche di questo tipo di attivit si rapportano sempre di pi ad un tipo di prestazione autonoma piuttosto che di ingaggio o subordinazione. Stavo pensando alle agenzie di lavoro interinale che potrebbero risolvere parte dei problemi, semprech loperatore dello spettacolo vi possa accedere, ma se da una parte un giovane disoccupato pu trovare in esse una blanda risoluzione ai suoi problemi occupazionali, come faccio io e tanti altri, inutile nascondersi e nascondercelo, che hanno gi un impiego fisso, ma continuano, o vorrebbero continuare a fare spettacolo? Qualcuno ci delucidi. Ciao Saverio. NB. Tenete tutti conto che non sono n un commercialista n un legale, ma cerco di dare un significato alle norme cos come farebbe un qualsiasi cittadino, ma proprio in virt della personale interpretazione, altri la possono pensare diversamente, e quegli altri possono anche essere coloro che stanno nella stanza dei bottoni... per cui noi abbiamo vohlia a parlare... PAROLE... PAROLE... PAROLE!

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212.210.201.70
sabato 18 gennaio 2003
16.09
IN VERITA' E' GIUNTA L'ORA DI COCRETIZZARE PROPOSTE SPERANDO CHE QUALCUNO LE PORTI AVANTI, QUINDI CONSIDERANDO IL FATTO CHE ISPETTORE ENPALS E S.I.A.E. SONO (PER L'ACCORDO RAGGIUNTO) LA STESSA PERSONA E SANNO TUTTI I MOVIMENTI CHE VENGONO EFFETTUATI (PERCHE' RILASCIANO AGIBILITA' E PERMESSO PER LA SERATA O L'AVVENIMENTO)QUINDI POSSIAMO DIRE CHE TUTTO E' SOTTO CONTROLLO BASTEREBBE RIVEDERE SOLO DI POCO LA LEGGE: CHI EFFETTUA MENO DI 20 SERATE IN UN ANNO PUO' SOLO FIRMARE LA RITENUTA D'ACCONTO(PER PERMETTERE DI SCARICARE AI NOSTRI AMATI GESTORI) E' INQUADRATO COME DILETTANTE; DA 20 A 60 DATE IN UN ANNO USUFRUIRA' DI UN REGIME DIVERSIFICATO MA GIA' COME UN BUON CONTRIBUENTE E SARA' INQUADRATO COME SEMI PROFESSIONISTA; CHI SUPERA LE 60 SERATE IN UN ANNO E' A TUTTI GLI EFFETTI SOGGETTO AL REGIME CONTRIBUENTE PREVISTO DALLA LEGGE. NATURALMENTE I CONTROLLI SONO ANCHE FACILI DA FARE DAL MOMENTO CHE I BORDERO' VANNO FIRMATI (BASTEREBBE PREVEDERE CON UN PICCOLO SPAZIO IN PIU' DI METTERE LA FIRMA DEI COMPONENTI E LA RELATIVA POSIZIONE ENPALS).CON QUESTA MIA PROPOSTA NON MI ASPETTO DI AVER RISOLTO IL PROBLEMA MA E' PUR SEMPRE UN PUNTO DI PARTENZA PRIVO DI POLEMICHE.VS REBECCA...

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62.98.196.113
venerd 17 gennaio 2003
21.18
Ciao sono Remo! Ringrazio Saverio per il suo interessamento allargomento da me prospettato. Ad essere sincero per, bench lescursus storico mi edotto della vetusta della norma cui siamo soggetti, non ho trovato una risposta precisa per la mia risposta. Il mio obbiettivo, non quello di sfruttare la categoria dei musicisti, ma quello di poter sfruttare, dato che previsto e richiamato, tra laltro, nella circolare ENPALS n. 08 del 2002, il part-time. Nella predetta circolare non si fa distinzione tra musicisti ed altre categorie di lavoratori dello spettacolo. Ripeto, il mio intento non sfruttare la categoria dei musicisti, ma al contrario fare il loro interesse. Mi spiego: nel mio locale non potr mai ospitare musicisti professionisti. Di solito sono ragazzi che studiano, o signorotti che ricordano il passato, e con quello che posso pagare riescono a pagarsi le spese (MA SIAMO TUTTI CONTENTI). Purtroppo, bench anchio abbia un passato da musicista, bisogna fare i conti con i conti: Se della cifra che posso spendere per pagare i gruppi (di solito quartetti) devo darne un bella fetta allENPALS, tale fetta devo tagliarla da ci che devo dare ai musicisti. Se riesco invece a pagare meno contributi (che non servono a nessuno) posso dare di pi ai musicisti. Stiamo parlando sempre di somme che possono servire a coprire le spese. Vorrei quindi sapere, visto che lENPALS, anche se con una legge obsoleta, a prevederlo, pu essere richiesta unagibilit per un impiego part-time dei musicisti? Nella speranza di aver illustrato chiaramente la mia idea, spero di ricevere notizie utili. Ciao.

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151.28.151.95
venerd 17 gennaio 2003
14.00
rivolgendomi a saverio ti chiedo ... se questa estate spunto una assunzione in una sala ricevimenti per il periodo matrimoniale io posso contemporaneamente farmi qualche serata come faccio tuttora facendo fattura al locale tramite l'associazione di cui faccio parte ??? o le due posizioni assunzione dalla sala e poi fattura di prestazione in un locale tramite associazione sono incompatibili???? grazie

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193.204.179.27
venerd 17 gennaio 2003
11.37
Vorrei rispondere a Remo per quel poco che so e per quel po di logica che ancora riesco ad arraffare. Il problema da te posto scaturisce dalla obsolescenza della legge. Nel 1947 si bad a mettere in regola (leggi: a non essere fregati) i lavoratori degli spettacoli teatrali, avanspettacolo, comici e commedianti, che assunti da capocomici o compagnie a volte improvvisate, alla fine si ritrovavano col sedere per terra. I contributi coprivano lintera stagione teatrale (un mese, sei mesi, due anni...) come stabilito da contratto di lavoro il quale prevedeva tra laltro, e non poteva essere diversamente, anche i periodi di prova oltre che di rappresentazione. Se per mettere su uno spettacolo di tre ore si provava per un anno, non si poteva pretendere che si veniva pagati solo per la rappresentazione... e durante lanno che si mangiava? Questo giustificava la paga minima giornaliera ed il contributo minimo ENPALS relativo. A quellepoca era un po difficile, anzi impossibile, fare il DJ o il musicista single... e se qualcuno suonava un mandolino ed una chitarra in qualche trattoria di Napoli, probabilmente non gliene fregava niente a nessuno perch alla luce del buonsenso interpretativo della legge questi non venivano considerati lavoratori dello spettacolo ma dei poveracci che arrancavano il guadagno. Oggi si pretende invece di applicare quella stessa legge con gli stessi criteri e principi ad una situazione radicalmente cambiata, dove un musicista da solo con megastrumentazione a seguito, pu mettere su uno spettacolo musicale faraonico (ovviamente sto esagerando... ma quello che conta il senso) senza tener conto che quel musicista si fatto le prove da solo (chi lo paga?) si comprato lattrezzatura da solo, dove per attrezzatura non vuol dire solo lo strumento musicale ma tutto il resto: impianto di amplificazione, impianto luce, effetti fumo ecce. ecc. (chi lo paga?) si comprato il furgone e va suonando dopo aver fatto il facchino (chi lo paga?)... per poi essere assunto e pagato per la sola serata di rappresentazione! Nel 1947 i lavoratori, a cui era rivolta la legge, non compravano i vestiti di scena, non compravano i riflettori o i microfoni, non si pagavano il biglietto del treno n tantomeno disponevano di un pullman per le trasferte: tutte queste cose le metteva a disposizione (o avrebbe dovuto metterle) limpresa dello spettacolo! Oggi il gestore di un locale mette a disposizione la cucina per il cuoco, e lo assume, mette a disposizione le divise per i camerieri, e li assume, ma hai mai visto un gestore (a parte sporadici casi) che ti mette a disposizione tutta lattrezzatura per suonare ed assume a stipendio fisso un musicista? Senza contare che oggi una strumentazione diventata talmente personale e personalizzata che appena ti sposti (parlo per me) da una Yamaha ad una Roland, non riesci pi nemmeno ad accendere lo strumento, figuriamoci poi a farlo suonare? Al massimo va bene un pianoforte, che non ti puoi certamente portare appresso... ma quanti locali ne dispongono di uno? Anzi se tu lo chiedi ti rispondono: perch comprarne uno quando chi viene a suonare si porta il suo strumento personale, non necessariamente a tasti, ma anche chitarra, sassofono ecc. ecc.?!?! Se ora tiri le somme capirai come quella benedetta legge calava a pennello per gli anni della seconda guerra mondiale, ma oggi come oggi solo anacronistica, ridicola e grottesca. Non parliamo poi del Part-time. Esso vuol dire lavorare a met; se il contratto a tempo pieno prevede sei ore lavorative giornaliere, io ne faccio tre e sono pagato per tre. Ma quanto dura il tempo pieno di un musicista? Ingaggiato da un'orchestra della Scala o dalla RAI, si sa bene... ma se lavora da solo o in complesso a fare serate qu e l, a quanto ammonta il suo tempo pieno? E scritto da qualche parte che due ore possono essere la met di quattro, intendendo queste come tempo pieno... e perch non sei, otto... dieci! Questi sono per me i motivi per cui, nonostante la tua domanda sia perfettamente lecita, non si pu trovare risposta in una legge talmente vecchia dove il part time neanche esisteva... anzi non esisteva niente di tutto quello che oggi esiste a livello musicale! Rispondo ora a quel gruppo di ragazzi che hanno sollevato dubbi circa la loro posizione ENPALS. Posso solo dire che fintanto sono assunti singolarmente (anche se suonano insieme) il gestore deve pagare loro i contributi interi pari almeno al minimo imposto, se invece si organizzano in societ devono richiedere loro lagibilit volta per volta e fatturare sempre il minimo previsto (salvo che qualcuno non mi smentisca), ma possono richiedere dei rimborsi spesa a pi di lista (almeno cosi facevo tanti anni fa quando ero capogruppo di sei elementi)! Di gratuit non ne parliamo neanche perch appena si va un po pi gi nel muro, allinizio del mese, ci sono molte risposte esaurienti. Ma le novit possono esserci giorno per giorno, pertanto dico a tutti di prendere sempre con beneficio di inventario tutto quello che riporto, perch dalloggi al domani (mi devo ancora documentare sulla finanziaria 2003) potrebbe essere tutto diverso. Per quanto riguarda la posizione contributiva ed i 2400 contributi in 20 anni giusto quello che dice Victor sulla media annua di 120 contributi, mentre nutro qualche dubbio sulla possibilit che si possano impiegare pi di ventanni per lo stesso numero di 2400. Questo perch la normativa non riporta... almeno 2400 contributi... e basta, ma ci tiene a definire che questi devono essere versati in almeno 20 anni, quindi personalmente ne deduco che in meno anni va bene, in pi anni... chiss chi lo sa?! Valgono le stesse considerazioni di incertezza dette al paragrafo precedente. Per quanto riguarda il loro ricongiungimento ad altre posizioni pensionistiche vi consiglio di rileggere alcuni interventi (compreso il sottoscritto) di qualche mese fa (27/11/2002/) dove riporto alcuni siti web che (s)parlano dellargomento, compreso alcune sentenze della corte di Cassazione che aggiungono confusione alla gi confusa e precaria intellegibilit di una norma di per se stessa molto fumosa! Ciao a tutti, Saverio.

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151.28.161.243
venerd 17 gennaio 2003
09.36
quando si dice 2400 contributi il contributo a quanto ammonta ad esempio su una fattura di 50 euro quello che va all'empals e' considerato un contributo o essendo la prestazione superiore del minimale 37.21 e' considerato piu' di un contributo ... il tuo contributo che consideri e' riferito a quel minimo 37.21 ... grazie per il chiarimento che mi inoltrerai

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151.27.151.59
gioved 16 gennaio 2003
20.27
I contributi devono essere 2.400 versati nell'arco minimo di vent'anni di attivit artistica. La storia dei 120 contributi annui inesatta, in sostanza la media che conta. Inoltre, non detto che si debba raggiungere quota 2400 in vent'anni, ma ci si pu impiegare anche di pi, anche trent'anni e oltre (... chi ce la fa!). Vorrei anche ricordare che una delle cose positive che ci sono nell'Enpals rispetto agli altri enti la possibilit di godere della pensione di invalidit con una certa facilit. Non lo auguro di certo, ma se un pianista, ad esempio, ha problemi alle mani e non riesce pi a suonare, pu andare in pensione anticipatamente con solo un terzo del programma pensionistico di cui sopra. - Victor

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151.28.154.140
gioved 16 gennaio 2003
16.11
qualcuno puo' ragguagliarmi sul problema pensioni? quanto bisogna versare minimo all'anno? per quanti anni? e se non si raggiunge il minimo annuale quei contributi vengono buttati o calcolati sulla pensione di vecchiaia ... grazie aspetto

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146.133.11.35
gioved 16 gennaio 2003
10.47
Siamo un gruppo di ragazzi che suonano per passione, una pizza e il calore della gente. Dato il clima di terrore che si era instaurato siamo stati iscritti all'ENPALS dal gestore di un locale che ci ha assunti e licenziati per poter suonare nel suo locale (cosa che per i professionisti dovrebbe essere la strada pi ovvia). Noi non siamo dei professionisti, non viviamo per mezzo della nostra musica (purtroppo). 5 persone che muovono 5 auto per 100km, prendono ferie (siamo professionisti nella nostra professione)per essere puntuali sul luogo dello spettacolo arrivano alle 18 e scaricano tutto da soli 1/2 ora, montano gli strumenti 1/2h, suonano 2h, smontano tutto 1/2h, ricaricano tutto in macchina 1/2h. Dovremmo forse iscriverci all'ENPLFT (nome inventato) Ente Nazionale Pensionati e Lavoratori del Facchinaggio e del Trasporto?????? Tutto per una pizza, una birra e A VOLTE una cifra che se non un rimborso spese elemosina (250). Dopo lo sfogo (scusate), le domande: - Possiamo sottrarci dalle grinfie dell'iscrizione all'ENPALS come professionisti od ogni volta che prenderemo una chitarra in mano saremmo considerati professionisti in quanto iscritti. - L'ENPALS non riconosce la prestazione gratuita (se non in casi particolari, il suonare in una birreria non pu essere gratuito secondo la circ. del 04.06.2002), ma pangando il forfait 15 a testa (cosa comunque assurda non essendo professionisti) vista la retribuzione inferiore ai 67 cio 0, possiamo in qualche modo considerarci a posto eventualmente chiedendo l'agibilit? Ciao e grazie Ro.

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62.98.164.106
mercoled 15 gennaio 2003
15.55
PATATA BOLLENTE?!?!?! Sono gestore di un locale e vorrei che il quesito che sto per formulare vorrei incontrasse l'attenzione di un esponente del S.O.S.. Un punto spesso ricorrente quando si parla di Agibilit e contributi che l'artista, ancorch dilettante, sia trattato come un lavoratore subordinato, cosicch non lui a dover chiedere l'agibilit ma chi organizza la serata e quindi lo pagher. Ora, dato che all'ENPALS non interessa molto in che modo si istauri tale rapporto di dipendenza, purch venga richiesto un certificato di Agibilit ed in base a quello si paghino i contributi a chi suoner in quella serata, si pu creare un rapporto di lavoro part-time???. Esaminando la circolare ENPALS n. 08 del 2002, in cui, tra l'altro indicato l'importo minimo di retribuzione giornaliera (e non di prestazione), fissato in 37,31 euro, prevede anche il minimale orario per i dipendenti part-time, che, nel caso di contratti che prevedono 40 ore settimanali, pari a 5,60 euro (37,31 x 6 / 40). Se, per lENPALS, il musicista va inteso come dipendente perch devo versargli i contributi e pagarlo per un giornata (di 8 ore) se suona solo due ore? Un Cameriere per guadagnarsi una giornata lavora dalle 18,00 alle 02,00 e non dalle 22,00 alle 24,00 o all01,00. Aspetto notizie. Ciao Remo!

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151.27.151.179
mercoled 15 gennaio 2003
14.19
Su Midi Songs del sett. 2001 tentai di dare una giustificazione all'Enpals secondo cui l'artista un lavoratore subordinato. Quella analisi la feci alla luce di alcuni parametri del Codice Civile. ... A distanza di oltre un anno, sono arcinvinto che il Codice Civile presenta delle grosse carenze in merito e andrebbe "integrato" considerando il lavoro artistico come una cosa a se. ... Oggi, la mia convinzione che l'artista intermittente un lavoratore autonomo ... sfigatissimo, per quanto concerne la redditivit, ma sicuramente autonomo. - Victor

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193.204.179.27
mercoled 15 gennaio 2003
11.10
OK Victor, parole giustissime, e a riprova di quanto asserisci e di quanto sia lungi l'equit, come giustamente fa notare Daniele, vorrei solo ricordare agli amici del muro che in Italia legalissimo fondere due o pi societ, creando holding e diavolerie varie, il tutto per ottenere vantaggi fiscali, debiti rimessi, passivi che diventano crediti di imposta ecc. ecc.... insomma il gioco delle scatole cinesi e il trucco delle tre carte! Per tutto legale, tutto documentato, rogitato, notarizzato, trascritto, timbrato e registrato... eppure quanta gente si ritrova in galera o nei guai con la giustizia quando un giudice, nonostante le carte in regola, convinto (forse anche a ragion veduta, perch i furbi sono dappertutto) che queste fusioni ecc. ecc. sono soltanto l'escamotage per evadere il fisco? La facciata di lusso dietro cui si nasconde il marcio? A questo punto tutte quelle carte, nonostante siano state redatte a norma di leggi che prevedono tutto ci, valgono solo per pulirsi il... lasciamo perdere! Ad esse, pur in piena regola, subentra infatti l'interpretazione ed il convincimento di una terza persona. Quindi ha ragione da vendere Victor quando lui stesso per primo dice che la stessa soluzione proposta su Midi Song va presa con le pinze! Quanto tempo ci metteranno i controllori burocrati a capire che tutta una manovra per salvare capra e cavoli? Ed allora addio "Affectionis benevolentiae" (Ma quando smetteranno di parlare il burocratese in latino? Mi sembra il medioevo, quando la cultura era in mano ai preti che parlando latino non si facevano capire dalla sporca plebaglia che restava ignorante e sottomessa!) Cambio argomento! Caro Victor, mi sono riletto un tuo vecchio articolo (presente su questo sito) Ecco perch il musicista singolo non pu avere il certificato di agibilit del 2/7/2001. Le tue disquisizioni non fanno una grinza sul piano prettamente virtual-legale, ma allatto pratico, io, ora come ora, se mi assento dal mio posto di lavoro per un motivo qualsiasi, purch giustificato a norma di legge, non mi succede niente! Ma se un gestore con tutte le carte in regola ingaggia un artista per allietare una serata importante (tipo capodanno), gli fa lagibilit, gli paga i contributi, procede con tutti i cavilli che la burocrazia gli impone... e poi lartista non si presenta adducendo un motivo valido e giustificabile (lo stesso che in un classico rapporto di lavoro subordinato sarebbe stato accettato ad occhi chiusi) e cos per colpa sua salta la serata, tu e tutti voi pensate che quellartista se la cavi chiedendo solo scusa o mostrando un pezzo di carta giustificativo? Sinceramente non vorrei trovarmi al suo posto e scapperei a proteggere le mie chiappe... oltre che il portafogli... altro che! Basterebbe solo questo esempio, insieme a tanti altri, a far comprendere come lattivit dellartista mostra diverse sfaccettature, compresa quella della prestazione autonoma, e che non sempre (badate, non ho detto MAI) si pu ricondurre nei binari del lavoro subordinato... o se vogliamo di un qualsiasi lavoro manuale (con tutto il rispetto, l'onore e la dignit che esso merita). Del resto basta pensare che in quasi tutte le pi importanti lingue del mondo il verbo SUONARE si traduce GIOCARE e che questo in molti casi verissimo. Quanti di voi hanno scritto che lo fanno per hobby? Per divertirsi e divertire? Per fare casino e baldoria tra amici? E quanti di voi hanno pure scritto che un po difficile che uno va a divertirsi facendo il muratore, o fa casino facendo il panettiere, o per hobby, ogni tanto, quando gli capita, esegue interventi di alta chirurgia plastica, magari avendo la laurea in ingegneria idraulica! Mentre vero il contrario: medici che fanno i cantanti (Iannacci), filosofi che fanno i cantautori (Vecchioni), avvocati che fanno gli showman (Baudo ed Arbore), ingegneri che fanno gli scrittori e gli attori (De Crescenzo), architetti che fanno i comici (Gene Gnocchi) ecc. ecc. Mentre noi non possiamo neanche declamare una poesia in pubblico, neanche come prstazione gratuita ed occasionale! Ebbe a dire un commercialista a cui avevo chiesto lumi sulla PRESTAZIONE OCCASIONALE che secondo la sua interpretazione essa andava intesa come prestazione lavorativa svolta occasionalmente, non periodica o ripetitiva (che vuol dire? Tre volte al mese quando capita = SI, ogni terza domenica dei mesi dispari = NO ???), senza alcun rapporto di coordinazione o subordinazione, non primaria e con gaudagni estremamente irrisori rispetto a quello della sopravvivenza (per altro garantita dal lavoro primario) e che come tale, dati i presupposti appena elencati, era esente da tutta la burorocrazia e discipline normative previste invece per la stessa attivit, qualora svolta come primaria e come fonte di guadagno per la sussistenza dellindividuo e/o la sua famiglia! Stessa interpretazione me lha fornita un ufficiale della guardia di Finanza. Unico obbligo: la dichiarazione dei redditi e la ritenuta dacconto! Andiamo avanti ad interpretazioni personali e non a norme chiare... e su una norma ce ne possono essere 100 di interpretazioni, l'una diversa dall'altra... creando un enorme calderone in cui veniamo rimestati continuamente come in una dantesca bolgia! Non sono pessimista... ma se continua cos... si salvi chi pu! Ciao Saverio.

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151.27.145.161
marted 14 gennaio 2003
20.54
In merito alla sentenza di cassazione sul lavoro gratuito citata nella circ. 21 "affectionis etc", vorrei ricordare che, come giustamente fa intendere anche Saverio, essa "un sentenza" appunto e non un articolo di legge. Le sentenze costituiscono orientamento per eventuali sentenze successive, ma non cambiano le leggi, quindi tutto il ricamo che ci stiamo facendo sopra, compresa la soluzione "salomonica" del sottoscritto che verr pubblicata da Midi Songs, VA PRESO CON LE PINZE. Questo non vuol dire che ci dobbiamo calare le braghe, ma dobbiamo insistere e portare i nostri convincimenti ove si conta, cio AL MINISTERO DEL LAVORO E A QUELLO DEI BENI CULTURALI E IN PARLAMENTO ......"FORZA S.O.S." - cordialmente Victor

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192.92.126.166
marted 14 gennaio 2003
19.40
Ciao sono Daniele. In effetti, Saverio, vero! di fronte ai casi di conflittualit c' un giudice, o chi per esso, che decide su chi ha ragione. A me, grazie a Dio, non mai successo di trovarmi di fronte ad un giudice, salvo la volta in cui mi fecero una multa per divieto di sosta ingiustamente. Io preparai una documentazione con foto e considerazioni ed il Prefetto me la tolse. Capisco, per, che ci sia sempre la paura di essere trattati ingiustamente perch un'altro che deve decidere le nostre sorti. Che dire, per me ci vuole ottimismo e sperare che chi ha il dovere di giudicare il rispetto delle regole, sia in buona fede e giusto. Per quanto riguarda la questione agibilit, come ho gi detto, penso che nella circolare 21 vi siano gli estremi per sostenere la "posizione" corretta dei musicisti dilettanti. Volevo poi dire a GIORGIO che comunque rispetto le sue scelte e le sue convinzioni, ma ribadisco che per un artista che attende oltretempo il successo e lo trova, ce ne sono almeno 999 che non lo trovano e si accorgono un po' tardi di essere in situazioni di vita peggiori di quelle auspicate. Per carit, ognuno libero di scegliere la strada che vuole nella propria vita. La mia una considerazione che trova numeri dal calcio professionistico e che io applico per induzione al mondo dello spettacolo. Per quanto riguarda i limiti a cui mi riferivo la volta scorsa, intendevo proprio questo: la mancata capacit di trovare la strada giusta in un tempo "utile". In effetti io sono convinto che vi siano tanti musicisti all'altezza di chi suona coi "big", ma che fanno altri lavori (ho amici che fanno il meccanico, l'operaio, l'ingegnere ed altro, i quali sono autentici fenomeni, ma che non hanno avuto o il coraggio o la fortuna per sfondare). La stessa cosa vale per i cantanti. Ci sono cantanti che valgono i big (andate a sentire le finali dell'Accademia della canzone di Sanremo) i quali non sfonderanno mai e magari attenderanno inutilmente che ci succeda. Ciao. Daniele

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193.204.179.27
marted 14 gennaio 2003
08.47
Ciao Daniele, sono Saverio e voglio risponderti a quanto hai scritto l'11/01. Lo so che sono in ritardo, a volte rispondo subito a caldo ma poi rimedito con pi attenzione e tiro le mie conclusiono. Ho gi avuto modo di dirti che le dichiarazioni di gratuit stanno uno a uno alla pari con quelle contrarie dei controllori, ma tu giustamente dici che se l'ENPALS ammette questa eventualit dimostrandola, cio carte alla mano, la cosa fatta. Magari fosse cos in realt. Se tu pensi questo hai un animo buono e pecchi di sincerit e fiducia nel prossimo! Non dimenticare che in un giudizio esiste anche il personale convincimento di un giudice nel valutare una carta. A prova di quanto dico ti narro quanto mi successo nel lontano 1968. Fresco di patente con degli amici ci infilammo nella macchina del padre di uno di loro e ce ne andammo a fare una pizza. Poi il mio amico, figlio del proprietario dell'auto volle guidare a tutti costi lui, senza patente... e fummo fermati dai carabinieri! Inventammo allora per allora la scusa che io mi ero sentito male e che mi stavano accompagnando dal medico. A quel tempo il codice prevedeva che in caso di necessit comprovata (era anche previsto il malore del conducente tra queste necessit) si poteva guidare l'auto senza patente (Attenzione, questa norma oggi non esiste pi). Ai carabinieri non gliene freg niente, anzi dissero: Andatelo a dire al giudice, noi intanto scriviamo Il mio amico si becc un verbale per guida senza patente ed io fesso-fesso quello di incauto affidamento. Vuoi per quanto era successo, vuoi perch avevo mangiato una pizza di troppo, mi sentii male veramente ed andammo alle due di notte a svegliare un medico che dopo avermi visitato diagnostic un attacco di gastroenterite acuta. Con l'avvocato, il certificato medico ed il codice della strada alla mano affrontammo il processo davanti al pretore il quale se ne fece un baffo del certificato medico asserendo che tutti possono inventarsi di star male e farselo rilasciare, mentre secondo lui noi stavamo facendo la solita bravata notturna. Grazie a Dio ci beccammo solo una multa di 40.000 a testa (per allora) pi le spese processuali! Hai capito a che servono le carte se poi qualcuno non ci crede? E come poter non dubitare che tu ed il gestore non vi siate messi d'accordo prima per firmare una dichiarazione di gratuit, mentre sottobanco ci passa un cinquantone in nero? L'una tesi vale l'altra! E noi ci attacchiamo al tram. Riconosco che sono andato di palo in frasca e che questo un altro campo, ma io mi domando: A cosa vale un documento redatto a norma di legge, vidimato, firmato, rogitato, registrato... se poi qualcuno dubita o crede che sia una messa in scena? Io posso solo per dirti che davanti alla burocrazia, o a certi burocrati, siamo indifesi e letteralmente in mutande! Sudditi... non cittadini! Ciao Saverio. PS. Da notare che anche i controllori burocrati hanno le loro buone ragioni: davanti al discernimento tra l'elevare contestazione oppure no, per non passare i guai da parte di organi superiori, preferiscono sempre la prima soluzione... tanto poi, la rogna se la sbrigher un altro che se ne assumer la responsabilit!

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151.26.167.116
luned 13 gennaio 2003
21.34
per Victor: hai ragione ovviamente. Ma allora, in previsione di prossime proposte legislative cerchiamo di trovare delle ulteriori soluzioni (oltre a quelle gi esistenti)che almeno incentivino quelli che suonano davvero. Per DANIELE: ammettere di avere dei limiti significa averli per davvero. Io non mi ritengo fortunato perch solo 3 anni fa, nonostante i miei 35 anni di cui 15 dedicati alla musica,avevo molta esperienza ma poco curriculum serio. Ed eccomi improvvisamente nel giro di pochi mesi a partecipare ad alcune trasmissioni televisive nazionali, a suonare sul palco dell'Heineken Jammin Festival o come supporter a Vasco Rossi, a registrare in diversi dischi e a collaborare con diversi turnisti. Cosa posso aver mai imparato in due anni? Te lo dico io:niente che non sapessi gi. E' stato solo l'aver cambiato citt (vengo da Napoli e mi sono trasferito a Bologna) che mi ha aperto nuove strade. E ti posso fare altri esempi: conosco un chitarrista di 39 anni che fino a due anni fa si limitava a suonare nelle cover Band e adesso in tour con uno dei pi grossi nomi della musica italiana. Chi pi limitato secondo te...lui che ci ha creduto fino in fondo o quelli che si sono arresi? Per fare il professionista in questo paese senza "svendersi" e senza rinunciare alla qualit bisogna fare molti sacrifici e non detto che ci si riesca sempre. A 22 anni, lavorando con alcuni discutibili personaggi del mondo dello spettacolo di cui non faccio il nome, guadagnavo pi di adesso ma non mi ritenevo un professionista. Tutto questo non per fare polemica ma solo per farti capire che non si pu generalizzare e che dietro ogni musicista c' una storia diversa e che l'unica cosa in comune il dover affrontare una burocrazia gigantesca e onerosa e una legislazione che mortifica professionalit e qualit. (GIORGIO)

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193.204.179.27
luned 13 gennaio 2003
16.21
Infatti l' tutto un casino! Di quell'articolo me ne mandi una copia appena puoi? Il mio e-mail dovresti averlo. Ciao Saverio.

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151.27.145.33
luned 13 gennaio 2003
13.27
1) Nello sport la legge separa nettamente i professionisti dai dilettanti, ma anche gli ambiti dove le due categorie operano spesso sono nettamente separati (vedi il calcio o il ciclismo). Questo non avviene nel nostro settore, quindi difficile creare un parallelo. 2) I rimborsi spesa esentasse sono legittimi, purch "a pi di lista"... il che vuol dire che se ti rid i soldi per la pizza, mi devi dare la ricevuta originale. ... Ovviamente si andrebbe nel casino... come si fa a farsi dare un rimborso spese per gli strumenti? C' solo un modo: "bisognerebbe noleggiarli da qualche parte". Ovviamente anche questo un percorso impercorribile, ma una mezza soluzione l'ho trovata e la pubblicher Midi Songs tra qualche giorno, nel frattempo la sto inviando via e-mail a chi ne fa richiesta - victor.solaris@libero.it

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193.204.179.27
luned 13 gennaio 2003
09.39
Ciao a tutti. vedo che il muro si sta infuocando, e questo bene, ma ho l'impressione che ci stiamo allargando sull'argomento che a mio avviso non tanto la dimostrazione di gratuit o meno, l'associazionismo, il dilettantismo o il professionismo, quanto l'assurdo iter burocratico a cui deve sottostare chi vuol far musica, sia esso single-man-band (indirettamente) che gruppo musicale (direttamente), sia professionista che dilettante. Non dimentichiamo che anche i gruppi regolarmente costituiti devono chiedere il permesso di lavorare (perch questa la realt) ogni volta che fanno un contratto! Per quanto riguarda le associazioni dilettantistiche regolarmente costituite e riconosciute esse gi esistono e sono esonerate tramite nulla-osta ministeriale (almeno cos ho letto su qualche vecchio articolo), mentre ribadisco che fornire la prova della gratuit uno a uno alla pari tra la tua parola (o dichiarazione) e quella dei controllori: non possiamo mica sempre finire davanti ad un giudice di pace per far valere i nostri diritti e riconoscere la verit?! Qualcuno ha parlato di sport ed equivalenza tra le due cose. Anche nello sport ci sono professionisti e dilettanti, ma non mi si venga a dire che i dilettanti non sono pagati, altrimenti come farebbero a sostenere le spese per le trasferte, i campionati, le palestre, gli allenamenti, le Olimpiadi (tutti dilettanti???) Il grande Mennea sarebbe morto di fame, visto che nella vita ha soltanto corso e vinto! Mi si dir che tutte queste cose venivano date gratis e che gli atleti erano spesati di tutto? Bene! Ma ci significa rimborsi o compensi in natura, ma la circolare ENPALS parla chiaro: n rimborsi n compenso in natura. Ci vuol dire che ci rimetto la benzina e rimango digiuno, dal momento che la classica pizza offerta dal gestore potrebbe rientrare come compenso in natura... ed allora addio alla prestazione gratutita! A meno che non dimostri con uno scontrino che dopo la serata gratuita ho pure pagato la pizza! Ma a parte questo facciamo un esempio, che poi tanto tanto non lo ! Prendiamo la pi semplice sagra paesana organizzata dalla proloco e dal parroco: si possono organizzare tornei di tennis tra ragazzi e ragazze, partite di calcio tra scapoli ed ammogliati, tornei di bocce tra i pensionati... ma nessuno pensa e penser di andarci a ficcare l'ENPALS e l'agibilit per queste OVVIE manifestazioni! Ma se la sera il parroco organizza uno spettacolo musicale facendo suonare quattro chierichetti con la chitarra e la ragazzina di turno con la bella voce... apriti cielo! I rigori della legge si abbattono su quei poveri malcapitati, specie poi se minorenni! Forse qualcuno chiuder un occhio, forse qualcunaltro se ne fregher, ma non con i due pesi e due misure che si pu andare avanti! Pertanto ogni volta che da questo muro io dico che ogni nuova circolare aggiuntiva ed esplicativa non fa altro che aggiungere caos al caos, sono convinto personalmente di essere nel giusto. Queste circolari, note ed aggiornamenti, hanno la stessa valenza del voler a tutti costi riparare, aggiornare e mettere su strada un Fiat Balilla del 1947 rattoppandola da tutte le parti, dimenticando che oggi abbiamo le 16 valvole, l'iniezione elettronica ed i turbodiesel common-rail. La norma del 1947 dice testualmente "...date le peculiarit di questo tipo di rapporto lavorativo..." quali peculiarit intendevano per rendere subordinato il lavoratore dello spettacolo? Un idraulico compra il materiale, compra i ferri del mestiere, compra i macchinari per lavorare i tubi, compra il furgone e va a lavorare autonomamente su richiesta di un committente. Il musicista compra gli strumenti, compra l'amplificazione, compra gli spartiti e quant'altro per aggiornarsi, compra il furgone, tutto a sue spese... e deve essere assunto volta per volta dal committente! Dov la differenza, queste sono le peculiarit attuali che bisognerebbe valutare, non quelle del 1947! Se io lavoro al computer facendo grafica pubblicitaria ed il PC me lo mette a disposizione il datore di lavoro insieme ad una sede dove svolgere l'attivit, questi mi paga lo stipendio ed io ho un rapporto subordinato! Se mi compro il PC con i miei soldi e mi attrezzo ben bene, (come fanno tutti i musicisti con gli strumenti), probabilmente far lo stesso lavoro come attivit autonoma, mentre con gli strumenti non posso farlo! Ed allora rilancio ancora una volta la mia proposta: liberalizzazione ed autonomia del lavoratore dello spettacolo, chi si sente PROFESSIONISTA (cio che lavora a tutto spiano) si far l'IVA e proseguir per la sua strada come tutti i lavoratori autonomi, chi lo far per Hobby, occasionalmente ecc. ecc. potr rilasciare ricevuta fiscale per prestazione occasionale e pagher quello che dovuto. Un eventuale doppio canale fiscale correttivo provveder ad evitare concorrenze sleali tra chi ci vive e chi ci arrotonda! E' tanto stralunata la mia proposta? Giorgio, tu che ne dici dopo la mia e-mail pi dettagliata, sempre che il tuo PC l'abbia decodificata? Ciao a tutti Saverio.

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62.98.196.18
luned 13 gennaio 2003
00.12
Ciao Sono Nik. Da qualche giorno sto manifestando le mie idee su questo forum e contemporaneamente mi confronto con le altre. Ribadisco di ritermi un musicista dilettante e non perch sia un mediocre musicista o perch voglio evadere fisco e contributi, ma semplicemente perch questa x me un'attivit marginale rispetto alla mia professione e da cui non mi interessa tranne lucro, ma semplicemente, dove possibile, recuperare qualche liretta spesa per le attrezzature, per gli spostamenti, per il noleggio della sala prove, ecc.,ecc. In questo senso non ritengo, diversamente da quanto ha dichiarato Daniele, che professionista chi intente svolgere l'attivit di musicista come sua professione. Come in altri settori professionali,saranno il tempo e i risultati che ti faranno decidere se continuare ad essere professionista o a trovarti un'altra attivit. In ogni settore esiste un periodo di tirocinio o praticandato. Si pu aggiungere poi che oggi nel mondo dello spettacolo ci si entra come musicista e si finisce per diventare presentatori e viceversa, si convinti di essere cantanti e ci si trova attori. Sono quindi d'accordo con Daniele quando dice che ad un certo momento bisogna prendere atto dei propri limiti e lasciare che la musica, per quanto importante sia nella nostra vita, rimanga un attivit di "contorno" e non la "portata principale". Sono inoltre contento che qualcuno, al pari del sottoscritto, abbia intravisto la possibilit di "sfruttare", per noi dilettanti, il concetto di gratuit anche quando si parla su buget tutt'altro che professionali. Per concludere questo intervento vorrei riproporre, soprattutto all'attenzione di Victor, che da quanto ho capito un esponente del S.O.S., un concetto che da alcuni anni sostengo e che gi ho avuto modo di esprimere su questo forum: "A mio parere la cosa pi immediata da fare per risolvere la questione del dilettantismo quella di adottare tutto quanto gi in vigore per il dolettantismo sportivo. Formare delle associaciazioni dilettantistiche, cos come esistono squadre di calcio, di volley, di pallacanestro, di atletica e quant'altro e poter avere il nostro evento artistico, come loro hanno quello sprortivo." Se le leggi fiscali, L. 398/91, crate appositamente per le societ sportive dilettantistiche sono state estese ad altre categorie di enti no-profit, tra le quali le associazioni dilettantistiche dello spettacolo, quale motivo ostacola l'estensione a queste ultime anche per ci che riguarda la materia contributiva???? Cosa ne pensate di questa tesi? Come dice Victor: "PASSIAMO AI FATTI". Ciao NIK.

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192.92.126.166
domenica 12 gennaio 2003
23.00
Sono Daniele. Prima di tutto ringrazio Victor per aver scritto un tale articolo. Sono sicuramente curioso di leggerlo e sicuramente te lo chieder per e-mail. Sarebbbe finalmente qualcosa che indica come prendere concretamente le dovute difese per tutelare il proprio stato di artista libero perch dilettante. Vorrei dire a Giorgio che capisco che esistono musicisti speranzosi di avere successo, i quali investono tutto il loro tempo per la musica. Non trovo, per, che questo sia sufficiente per definirli professionisti. Credo anche che una cosa di questo tipo (cio sperare di avere successo nella musica) debba riguardare ragazzi giovani i quali dovrebbero parallelamente continuare gli studi (ho tanti amici che in giovent si mantenevano gli studi suonando ed ora sono diplomati o laureati!). Quando per il fenomeno di "attesa" riguarda persone che iniziano a "maturare", ritengo che si debba avere il coraggio di accettare i propri limiti (non c' da vergognarsi) ed iniziare veramente a lavorare non come artista, ma come impiegato, come operaio, come medico o magari come dirigente o quant'altro ancora, unendosi alla numerosa schiera di musicisti dilettanti. Conosco tanti bravi musicisti professionisti (250-300 serate all'anno) e nessuno di loro si mai lamentato dell'agibilit ENPALS e nemmeno del lavoro sottratto dai dilettanti. Conosco alcuni musicisti di pianobar che si definiscono professionisti (di professionalit a volte discutibile) i quali evadono a rotta di collo le tasse e si lamentano dei musicisti dilettanti che tolgono a loro il pane. Ma quale pane! Qui chi ha bisogno di leggi e del sindacato, scusate, siamo proprio noi dilettanti e non i pseudo-professionisti che sperano di diventare professionisti! Ciao. Daniele.

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151.27.148.105
domenica 12 gennaio 2003
22.44
Carissimo Giorgio... ti stimo tanto che tu non riuscirai a credere... ma "professionismo" una cosa e "professionalit" un'altra... mi dispiace dirlo... ma chi fa finta di suonare ( lo impiccherei per le p. se potessi) ...e realizza incassi decorosi "degni" di essere tassati (per dirla in parole povere), fiscalmente parlando: E' UN PROFESSIONISTA DELLO SPETTACOLO. victor

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212.171.174.84
domenica 12 gennaio 2003
21.02
P.S. Ammettere che la professionalit viene definita dal budget o dal numero di serate significa togliere ogni valore al concetto di qualit e alla scelta di fare musica come unica attivit. Con la conseguenza che professionista diventa anche chi fa finta di suonare (Vedi dischetti e basi) e che riesce a guadagnare pi di chi si per anni sacrificato a studiare il proprio strumento.

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212.171.174.84
domenica 12 gennaio 2003
20.58
Vorrei fare un p di chiarezza sul concetto di professionismo.... le opportunit di lavoro per i musicisti in italia sono veramente poche e spesso la linea di confine che separa un turnista affermato da un musicista da cover band veramente sottile. Tutto legato alla fortuna di essere notato e chiamato il che a volte avviene dopo molti anni e altre non avviene affatto. Quindi da considerarsi PROFESSIONISTA anche chi fa 8-10 date al mese di cui alcune nei piccoli pub e cerca di arrivare a fine mese come pu investendo tutto il suo tempo sulla musica e non svolgendo altri lavori. E' durissima ma per molti cos almeno nell'attesa che qualcosa cambi, ma nel frattempo si viaggia spalla a spalla con chi lo fa in maniera dilettantistica o come secondo lavoro. (giorgio)

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151.27.148.150
domenica 12 gennaio 2003
12.43
Sono Victor del SOS... Per Daniele.... condivido perfettamente ci che affermi, tant' che sul prossimo numero di Midi Songs, ove Il SOS ha una rubrica da oltre un anno..., ho tentato di dare delle risposte e ho chiesto a chiunque di collaborare per potere "sfruttare" il concetto della gratuit nei casi limite in cui non c' il budget sufficiente per parlare di professionalit. In poche parole si tratta di passare dalle parole ai fatti...! L'articolo un troppo lungo per essere riportato sul muro... invito chi lo desidera leggere in anteprima a inviarmi un e-mail. victor.solaris@libero.it

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192.92.126.166
sabato 11 gennaio 2003
01.19
Ciao, sono Daniele. Non ripeto le solite lamentele, che per altro condivido, ma che comunque voglio respingere. Parliamo di fatti concreti: io (come molti di voi) suono in bar, ristoranti e feste paesane e nessuna persona tra quelle che mi hanno chiamato sa correttamente cos' l'agibilit ENPALS ( chiaro che quindi nemmeno me l'hanno chiesta). Sono queste persone che rischiano legalmente ( scritto nella circolare 21), ma d'altro canto giusto che non rimangano "scottate" da multe perch, in questo caso, non ci chiamerebbero pi. Allora bisogna fare in modo che se arriva un controllo ENPALS vi siano gli estremi per sostenere legalmente (e non moralmente) il rispetto di quanto scritto, RIPETO, al punto 5 della circolare 21. In questo punto (ed anche in tutti gli altri) non si parla mai di "profitto"; semmai si parla di "oneri", "incassi" e "pubblico pagante". Sempre in questo punto sono espresse frasi che sono scritte da una persona che era sicuramente in stato confusionale, ma che comunque ha espresso concetti, a parer mio, "quantificabili". Essi sono: 1 concetto) i musicisti amatoriali possono esibirsi in pubblico senza agibilit purch non percepiscano retribuzioni neppure sotto forma di rimborso spese forfetario e la manifestazione svolta a titolo gratuito. Fino qui non si discute: scritto nella circolare. Poi, sempre al punto 5, inizia il discorso al limite della razionalit in cui si dice che se si suona in un locale non immediatamente destinato alla realizzazione di spettacoli ed in cui si offrono servizi commerciali, allora come se si suonasse in presenza di pubblico pagante perch la gente che va nel locale paga la birra o la pizza assieme allo spettacolo. MA ATTENZIONE, c' anche scritto "..SALVO RIGOROSA PROVA CONTRARIA..". Cosa vogliono dire queste parole? Secondo il sottoscritto vogliono dire che vi sono dei casi in cui NON E' COME SE SI SUONASSE DAVANTI AD UN PUBBLICO PAGANTE anche se si suona in un locale non immediatamente destinato alla realizzazione di spettacoli ed in cui si offrono servizi commerciali! Capite? Lo dice l'ENPALS. Essa non dice quali siano questi casi perch non pu dirci come fare per salvarci in corner, ma ci dice che il corner C'E'! 2 concetto) esiste quindi "il salvataggio in corner" quando si suona in un ristorante od in un bar, lo dice l'ENPALS. Questo salvataggio potrebbe essere una dichiarazione od una certificazione in cui si dice che gli incassi della sera nella quale si suona non sono superiori a quelli delle sere in cui non si suona. Proseguendo nella lettura sempre del punto 5, si arriva nella zona con la famosa frase "..affectionis vel benevolentiae..". Qui si esprime il principo per il quale se si chiamati da qualcuno per fare un certo lavoro sottinteso che quel qualcuno ci pagher. Qui anche scritto che tutto questo pu essere smentito se si provvede a fornire la "RIGOROSA PROVA CONTRARIA". Se sottoscriviamo che non si percepiscono soldi e se chi ci chiama sottoscrive che non ci d soldi, chiunque (compreso un commissario ENPALS) pu sostenere che tutto ci non credibile, ma tutto ci terribilmente legale per sostenere la gratuit della prestazione. Davanti ad un giudice, coi precedenti certificati, si fornirebbero prove rigorosissime di prestazione gratuita (chiedetelo ad un finanziere). Inoltre la nostra performance NON quella di un fotografo o quella di un artigiano: quella di un musicista al quale l'ENPAL stessa riconosce lo status di amatore/dilettante (chiedete se c' qualche organo previdenziale che riconosce lo status di muratore dilettante o ingegnere amatoriale)! In sintesi, immaginate di essere davanti ad un giudice, per esempio di pace, con in mano la circolare 21 e le certificazioni da me proposte. Su quali basi condannerebbe il gestore? Forse sul fatto che un cantante un po' stonato e con strumentazione amatoriale porti notevoli incassi ad un bar in cui si suona una volta alla settimana (allora si suonerebbe tutte le sere)? O forse sulle foto scattate in cui vi si vede intascare soldi di nascosto? Scherzo ovviamente! L'unico inconveniente di questa trafila che non si possono pi emettere fatture. Ciao ragazzi. Daniele.

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62.98.200.75
sabato 11 gennaio 2003
00.05
A sostegno di quanto ho appena scritto sul nostro caro muro, ho un esperienza personale da riportare: Per circa 5 anni , fino all'ottobre del 2000, ho suonato con carissimo amico trombettista che sicuramente era di un livello superiore a tutti gli altri componenti del gruppo. Dall'ottobre del 2000, dopo essersi inserito pian piano nel giro del professionismo, ha preso il volo ed ora si trova a suonare con i migliori artisti Italiani e d internazionali, partecipa a trsmissioni televisive sulle reti nazionali, suona a concerti di tutti i tipi, ecc.,Ora, dati i suoi impegni, ci vediamo meno spesso, ma MAI ne lui ne altri suoi nuovi ed illustri colleghi mi hanno mai detto o fatto capire che gli stiamo togliendo il lavoro e penso che un vero professionista mai lo penserebbe. Ma se non diamo fastidio ai professionisti, A CHI DIAMO FASTIDIO????? Ciao Nik

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62.98.192.186
venerd 10 gennaio 2003
23.46
Vorrei premettere all'opinione che sto per manifestare che con quanto sosterr non indendo parlare di musicisti che fanno tre, quattro, cinque o + serate a settimana e dichiarano di essere dilettanti senza retribuzione, ma di chi in un mese fa 1, 2 o 3 serate e tante (ma tante) prove in cantina, se ce n' una, altrimenti pagando sale prova. Appellare con il titolo di "LAVORATORI IN NERO" un gruppo di amici che vuole dedicare il proprio tempo libero alla musica, piuttosto che al teatro o a qualunque forma d'atre, mi sembra veramente esagerato... accusarli di danneggiare chi opera professionalmente "RIDICOLO": Ritengo che non si tolga nessun lavoro a nessuno se quattro amici vanno a suonare rock, blues, jazz in un Pub o liscio in una sala che i PROFESSIONISTI non prtr mai permetterseli. Pur essendo vero che non esiste materia legislativa e giurisprudenziale a favore di tale tesi vero che certe realt si sono sviluppate grazie a determinati presupposti: un Pub da 100 posti (e sono tanti) non potr mai pagare un quartetto di musicisti professionisti. Facendo due conti: per avere un anno di anzianit contributiva nel mondo dello spettacolo bisogna avere un numero di 120 giornate lavorative; ci indica che un lavoratore dello spettacolo (nel nostro caso leggasi musicista) in un anno solare dovrebbe fare un numero di serate che quanto meno si avvicini a tale tetto... Per avere un NETTO mensile che sia paragonabile al + umile lavoratore professionista, ad esempio 1.250,00 Euro, dovr guadagnare 15.000,00 Euro (NETTI) in un anno. Per avere un un guadagno netto di questo tipo bisogna raddoppiare tale somma (32,70 % contributi ENPALS, minimo un 25% di IRPPEF, + le altre percentuuali INAIL, ecc., ecc.) e avere un lordo (per difetto) di 30.000,00 Euro. Dividendo ora tale somma per le 120 giornate lavorative si ha: 250,00 Euro a gionata. Senza considerare che un musicista Professionista ha delle spese di trasferta che con tali somme farebbe fatica a sostenere.Facendo un passo indietro: Quanti locali possono permettersi di pagare 1000,00 Euro per un serata con quartetto Jazz, rock, liscio, ecc., ecc.?!?!?!? nella mia provincia (Latina) NESSUNO!!!!!!! o forse UNO solo. Se non possiamo pi suonarci noi DILETTANTI, in questi locali non ci suonera pi nessuno!!!! A Nessun Professionista stiamo togliendo il pane!!! Quindi: "questi quattro (o cinque...) giovani di ogni et che si caricano le macchine di strumenti non per andare a lavorare ma per andare a divertirsi e recuperare, nei migliori dei casi, un centinaio di EURO (TOTALI X TUTTI E QUATTRO) VOGLIAMO LASCIARLI IN PACE!!!!!!! Amici e colleghi: Torner di moda il vecchio Jeu-Box. Ciao Nik

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193.204.179.27
venerd 10 gennaio 2003
13.11
Ciao Giorgio, ben venga la propensione del parlamentare di modificare la sua proposta, ma mi sembra doveroso osservare che qu non in gioco l'iscrizione o meno all'albo dei musicisti (o musicanti-menestrelli). Se questa iscrizione solo formale o al massimo devo solo dimostrare di saper fare un paio di pezzi decentemente, e non un concerto di Rackmaninoff, mi va pur bene... purch poi sparisca il carrozzone elefantiaco della attuale burosaurocrazia che ci asfissia, altrimenti rischiamo di cadere dalla padella nella brace. Se ora, saltando i vari ostacoli riesco ancora s suonare (gratis, gestore, agibilit ecc ecc) non vorrei che a questo manicomio devo pure andare a fare gli esami per dimostrarlo. Forse il parlamentare non sa che esiste un esaminatore ben pi fiscale che il pubblico stesso? Quindi possono anche essere proposti, entro ragionevoli parametri valutativi, questi esami, io (parlo ora solo per me) sarei pure disposto ad accettarli, ma dopo non voglio essere pi rotto le scatole da nessuno, pagher le tasse come ogni buon cittadino ma voglio essere lasciato in pace di suonare, recitare, dclamare poesie ecc. ecc. (putroppo non so ballare... nessuno perfetto) Ciao Saverio.

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193.204.179.27
venerd 10 gennaio 2003
11.20
hotel rooms Groningen Rispondo un po' a tutti perch dite ognuno delle cose giuste. Purtroppo molte volte il buonsenso mette i paraocchi e non fa vedere la schizofrenia che ci circonda. Quand