
(aderiscea C.L.A.C.S./C.I.S.L.)
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Rimini (Disma Music Show)
hotel rooms Lillehoteles Nizahotel a Dublino13/16 marzo2004
hotel kempinski LangstiniLe principali riforme necessarie
alla categoria dei musicisti intermittenti
Premessa
Finalmente una novit! La Finanziaria per il 2004 (legge n. 350 del24.12.03, art. 3: commi 98, 99 e 100) affermache il musicista pu versarsi autonomamente i contributi previdenziali;lE.N.P.A.L.S. (lente di Previdenza di competenza) tenuto al rilasciodel Certificato di Agibilit anche al musicista singolo. Da questo deriva cheil musicista, qualora operi con caratteristiche da lavoratore autonomo, tale anche dal punto di vista previdenziale e fiscale.
In ogni dibattito che questo sindacato ha organizzato nel passato, con lapartecipazione di parlamentari eautorit istituzionali, questa era stata sempre la principale richiesta daparte dei musicisti.
E anche fuori discussione che la principale causa del lavoro sommersonel settore dello Spettacolo era determinata dal fatto che i contributiprevidenziali erano sempre e comunque dovuti dal datore di lavoro, intendendocome tale, chiunque faccia suonare un musicista: non importa se gestore dilocale, ente pubblico, o, paradossalmente, un privato cittadino organizzatore occasionale di un intrattenimentomusicale.
Questa forma blindata di tutela previdenziale, derivante daldecreto legge (del 47) istitutivo dellE.N.P.A.L.S., era certamenteefficace nel primo periodo del dopoguerra, quando le Imprese di Spettacolomobile (principalmente le riviste di avanspettacolo) nascevano e sparivano nelvolgere di una tourne. Per contro, negli anni a seguire, con la nascita diattivit decisamente autonome, come ad esempio il piano-bar intermittente,questo sistema si rivelato un autentico ostacolo al lavoro stesso.
Il sindacato Esseoesse prendeatto di questo indiscutibile passo avanti, che costituisce un primosignificativo avvio al riconoscimento giuridico del musicista intermittente eripropone la elencazione delle rivendicazioni essenziali della categoria allaluce dei cambiamenti che esso determiner.
Si ricorda che il presente documento aperto a qualsiasisuggerimento migliorativo.
Altra importantissima novit!LEsseoesse ha definito un accordo di adesione al C.L.A.C.S./C.I.S.L.(coordinamento lavoratori autonomi commercio e servizi).
Si prevede e ci si augura che da tale unione possa finalmentenascere un rafforzamento determinante della categoria con una pi efficacepresenza rappresentativa sullintero territorio nazionale, nonch lavventodi un futuro non pi lontano ove, alle rivendicazioni elencate di seguito,possano seguire dei concreti provvedimenti legislativi.
1. Equiparazione della musica leggera alla musica cosiddettaclassica
Non pi rinviabile un provvedimento legislativo per il riconoscimento della musica leggera (pop, moderna o altro nome con cui lasi vorr definire) quale possibile espressione darte e di cultura al paridella musica classica.
Da esso ne deriver, pur con doverosa gradualit, una revisione dellematerie imposte nei conservatori e scuole parificate, individuando eintroducendo idonei corsi di musica leggera, dimprovvisazione e di tecnicamusicale/elettronica, affinch agli studenti possano aprirsi pi ampiepossibilit di lavoro.
2. Elenco speciale (o albo) della categoria e regolamentazione delplayback
Negli ultimi anni, nelle sale daballo o in altri eventi devasione, soprattutto a causa delle aumentateesigenze del pubblico, si largamente diffuso il ricorso a basi musicalidi supporto preregistrate (midi o altro). Purtroppo,parallelamente ai veri musicisti che spesso non possono fare a meno di aiutarsicon dette basi, il ricorso a tale espediente diventato sistematico pertanti che musicisti non sono, ma tuttal pi animatori. Tanti di essisenza alcuna giustificazione tecnica n morale, ma solo per opportunismo oesibizionismo mettono le mani su strumenti musicali che non saprebbero maisuonare, senza rendersi conto dellenorme danno che recano a tanti che perimparare il mestiere del musicista, hanno speso anni in studi e sacrifici.Danno che si quantifica sia in termini economici, sia come vilipendiodimmagine.
da tanto che si parla di elenco speciale (o albo) della categoria, non pi il caso di aspettare! Nei locali pubblici dintrattenimento non dovressere consentito fingere di suonare se non per motivi tecnici e solo a chi,iscritto a tale elenco speciale, abbia dimostrato, in sede di apposito esamedidoneit, di avere le capacit sufficienti per suonare dal vivo.Lesame sar di carattere pratico e potr essere superato ancheindipendentemente dalla conoscenza o meno della notazione musicale.Liscrizione allelenco sar dufficio per i possessori del diploma diconservatorio o di attestati di scuole riconosciute dalle associazioni dicategoria. Ove necessario, sar cura delle medesime lorganizzazione degliesami stessi.
3. Revisione del Certificato di Agibilit E.N.P.A.L.S.
In conseguenza di quanto annunciato nel sommario, i problemi inerenti ilrapporto dei musicisti col proprio ente di previdenza ora sono notevolmenteridotti ed auspicabile che si inizi un percorso costruttivo tendente allarevisione dellaspetto burocratico delle normative.
A tale scopo, necessario che la dirigenza dellE.N.P.A.L.S.istituisca un tavolo permanente" di confronto con le associazioni dicategoria, per cercare soluzioni migliorative del Certificato di Agibilit.Infatti, pur riconoscendo la validit di tale strumento di controllo, fuoridiscussione che la burocrazia ad esso connessa sia eccessiva, se non avvilente.
4. Possibilit di riscatto dei contributi non versati
Partendo dallassunto che gran parte del lavoro sommerso nel settoredellintrattenimento musicale (specie nel passato) sia da attribuire aglieccessi burocratici (di cui nella premessa e al punto precedente) e non soloalla disaffezione o volont di eludere degli operatori stessi, sarebbe utile, se non indispensabile, un provvedimento legislativo (sanatoria)per mezzo del quale i musicisti potessero riscattare autonomamente icontributi non versati nel passato, senza dover necessariamente intraprendere lavia della vertenza, parimenti a quanto gi possibile ottenererelativamente al periodo anteriore agli ultimi dieci anni (vedasila legge 1338 del 12.08.62).
Questo agevolerebbe in maniera determinante la possibilit di recuperodal sommerso di tanti musicisti, ormai quarantenni o cinquantenni, i quali, aconti fatti, non farebbero pi in tempo a costruirsi una posizioneprevidenziale valida.
5. Unificazione dei contributi E.N.P.A.L.S. a quelli degli altri Enti
Lanalisi delle problematiche dei musicisti professionisti non puprescindere dal dato di fatto che tantissimi musicisti, forse la maggioranza,hanno anche un lavoro alternativo in altri settori, con contributi versatipresso i rispettivi fondi pensionistici.
Le preoccupazioni di questa categoria di musicisti che, solo per comodit,definiamo semiprofessionisti, sono in massima parte destate dalla nonchiara destinazione dei contributi E.N.P.A.L.S. da loro versati.
Pur essendo fiduciosi che, come si garantisce da partedellE.N.P.A.L.S., i contributi non vanno mai considerati persi, in realt una specifica convenzione in meritoesiste solo con lI.N.P.S.
Si rende assolutamente necessario accelerare i tempi affinch lemedesime facilitazioni siano concesse anche ai lavoratori iscritti ad altrifondi previdenziali o, quantomeno, che le regole in merito siano divulgate conmaggiore chiarezza.
6. Revisione della aliquota IVA nei contratti tra artisti edorganizzatori
Laliquota IVA sui contratti di lavoro tra artisti ed organizzatorideve essere unificata e ricondotta a quella ridotta, cio: al 10%.
Oggi lIVA sui contratti sommariamente collegata a quella applicatasul biglietto dingresso agli spettacoli stessi, che non sempre la stessa.Conseguenza paradossale che, per un identico tipo di esibizione o concerto,l imposta al 10% se lo spettacolo si realizza in un teatro, mentre al20% se esso viene proposto in una sala da ballo o in una discoteca. Inoltre iconcerti tenuti in occasione delle feste di piazza non sono menzionati tra leattivit che godono dellIVA ridotta, quindi, anche i contratti che sistipulano per essi vanno imposti al20%: nonostante che gli attuali spettacoli di piazza abbiano lo stesso ruolodegli spettacoli viaggianti di un tempo, i quali, ove ancora esistessero,sconterebbero lIva al 10%.
Appare evidente che il legislatore nel 72, anno in cui stata varata lalegge sullIVA, abbia analizzato il settore con non sufficiente competenza (leorchestre da piazza gi cerano allora).
Inoltre, considerando che una gran parte delle committenze per gliartisti viene da organizzatori privati occasionali (feste di piazza,intrattenimenti privati nei ristoranti, etc), settori cio dove sono pressochimpossibili controlli accurati, liva al 20% costituisce solo edesclusivamente un incentivo allevasione da parte dei pi furbi!
7. Contratto Nazionale di Lavoro o tariffario di categoria
A fronte della perenne corsa al ribasso dei compensi e dello sfruttamentoincontrollato della categoria dei musicisti, i quali oggi rappresentanolanello pi debole nella catena dello spettacolo, occorre al pi prestopoter rendere operativo uno specifico Contratto Nazionale di Lavoro, o idoneotariffario di categoria, a cui dovranno attenersi sia i committenti che imusicisti stessi, soprattutto al fine di evitare ogni forma di concorrenzasleale.
8. Cooperative tra artisti
In attesa che venga ridisegnato un nuovo ordinamento fiscale eprevidenziale che sia sufficientemente snello da consentire ai gestori dilocali, agli organizzatori di Spettacoli o ai musicisti stessi che operano inqualit di lavoratori autonomi, di ottemperare agevolmente ai loro doveri inmateria di versamenti contributivi e quantaltro, devono essereagevolate le attivit di societ cooperative tra artisti che agevolinolaccesso al lavoro a costi sostenibili, con trasparenza e soprattutto nelrispetto della legalit.
Al contrario, dovranno essere combattute tutte quelle aggregazioni(associazioni culturali o ricreative di copertura) poste in essere non per latutela dei musicisti stessi, ma solo a scopo elusivo per i pi furbi onellinteresse dei promotori. C anche da denunciare che queste sedicentiorganizzazioni no profit, diffusissime come mai in precedenza, a fronte dicosti slealmente concorrenziali, espongono i propri associati al rischio disanzioni e recupero forzato di tasse e contributi.
9. Albo degli Agenti di Spettacolo
Lintermediazione di uno spettacolo cosa assolutamente diversa dalcommercio di qualsiasi altro prodotto materiale! Illudere un caporchestra o unproduttore di essere in grado di piazzare un congruo numero diserate e non riuscirci, significa mettere in mezzo alla strada musicisti,cantanti, ballerini, tecnici, etc., i quali, oltre che lavoratori, sonoesseri umani e non oggetti diconsumo!
Anche e soprattutto per gli agenti di Spettacolo occorre al pi prestoun albo professionale il cui accesso sia consentito da rigide regole e, ancormeglio, da esame di idoneit.
Sar rafforzata la collaborazione con quelle associazioni di categoriadegli Agenti che stanno perorando da tempo una legge per raggiungere questoobiettivo.
10. Regole per i principianti e i dilettanti
Partendo dal presupposto che, in qualsiasi settore artistico, siasacrosanto il rispetto e la tutela del dilettantismo al pari del professionismo,occorre con urgenza una giustaregolamentazione della categoria dei dilettanti e dei principianti. La mancanzadi regole in tal senso oggi fa s che prolifichino i furbi che, in forza di unreddito certo derivante da un buon lavoro primario e dalle relative tuteleprevidenziali gi assolte, facendo leva sullassunto di esibirsiesclusivamente per diletto (esisteforse qualcuno, professionista o meno, che suoni per il gusto dellafatica?), eludono oneri fiscali e previdenziali innescando situazioniincontrollabili di concorrenza sleale.
11.Scuole private di musica
Come specificato al punto 1, una proposta di legge generale sulla musicache riuscisse finalmente ad equiparare tutti i generi musicali (purch di unacerta qualit, ovviamente), dovrebbe necessariamente essere consequenziale aduna efficace riforma dei conservatori o altre scuole parimenti riconosciute.Nella consapevolezza che un progetto di cos vasta portata, difficilmentepotrebbe essere realizzato a breve scadenza, nellimmediato occorrevalorizzare e regolamentare il lavoro degli insegnanti privati e delle scuole dimusica da essi autonomamente organizzate. un dato di fatto che essioperino sempre con grandi sacrifici, a fronte di una scarsa redditivitfisiologica. In genere trattasi dimusicisti non appartenenti alla sfera dei fortunati con impiego statale(stipendio sicuro), ma a quella dei professionisti dello Spettacolo, iquali mettono a disposizione degli allievi la propria esperienza a volteelevatissima, oltre che la propria conoscenza musicale di base.
Si noti che,a parit di tempo impiegato, gli insegnanti privati di musica guadagnano alnetto meno della met di quelli del conservatorio o delle scuola medie, e seprendiamo in considerazione la pressoch totaleassenza delle tutele sociali, il cui valore allincircaequivalente ad un ulteriore stipendio, se ne conclude matematicamente cheil loro reddito mediamente inferiore di quattro volte!
Obbiettivo primario del sindacato deve essere quello di sensibilizzare lacategoria ed orientarla affinch, di comune accordo con le istituzionipubbliche, si individuino indirizzi educazionali univoci che, successivamente,dovranno diventare legalmente validi.
Uno dei primi passi in tal senso labolizione dellIVA sullelezioni private di musica, che altri non rappresenta che un disincentivo allostudio di una materia fondamentalmente culturale, oltre che un inevitabileincentivo allevasione o al ricorso forzato a sistemi associazionistici dicopertura da parte degli insegnanti privati. Paradossalmente, si noti che lelezioni private rese in casa propria dagli insegnanti delle scuolepubbliche (passando per ripetizioni) non sono soggette ad IVA!
12. La pensione E.N.P.A.L.S. per gli insegnanti privati di musica
E noto che un musicista per maturare il minimo della pensioneE.N.P.A.L.S. deve avere accreditati mediamente 120 contributi lanno per unminimo di ventanni. Per molti si tratta di un traguardo quasi impossibile darealizzare con le sole serate!
Ai fini previdenziali sarebbe utile che linsegnamento privato dellamusica fosse parificato ad attivit collaterale dello Spettacolo (come gi stato nel passato per un certo periodo di tempo), al fine di poter versarei contributi pensionistici allEnpals e non allattuale fondo I.N.P.S.denominato gestione separata, solo apparentemente pi economico. Infattitale fondo, nato da oltre un decennio come istituzione provvisoria, tale a tuttoggi e per i musicisti in particolare non rappresenta altro che unainutile e confusionale dispersione di contributi. Inmerito si tenga presente che il trattamento pensionistico minimodellE.N.P.A.L.S. si raggiunge con un costo di gran lunga minore rispetto aqualsiasi ente previdenziale.
Conclusione
Tutto l impegno delsindacato rimane vano e rischia di disperdersi se i musicisti, gli artisti, itecnici, i lavoratori intermittenti ed autonomi dello spettacolo non prendonocoscienza dellessere una categoria cheha necessit di tutela come ogni altra categoria produttiva.
E necessario, crederci, sostenere il sindacato, organizzarsi per crescere, consapevoli che non ci saranno altri che sioccuperanno dei nostri problemi.
Dobbiamo essere noi ad attivarci affinch le istituzioni statali sifacciano carico di porre rimedi a questo stato di cose che sta sempre piportando dequalificazione tra i lavoratori dello spettacoloed i musicisti in particolare, ponendoli nella situazione di esercitare lapropria attivit in condizioni molto spesso al limite della decenza.
Infine auspicabile che al sindacato di categoria, come gi avviene inaltri Stati (per esempio negli U.S.A. da oltre un cinquantennio) siano affidatiincarichi di controllo sulla effettiva applicazione delle leggi sullo spettacoloe di tutela dagli di operatori scorretti: un traguardo non irraggiungibile.
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